“Io sottoscritto Francesco Panaroni, Consigliere comunale del M5S Fano,
PREMESSO CHE:
● Negli ultimi mesi si è riacceso il dibattito sulla possibile privatizzazione o esternalizzazione dei servizi pubblici locali. Parliamo di acqua, rifiuti, energia e gestione del territorio: servizi essenziali che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini.
● La prospettiva di affidarne la gestione a soggetti privati viene spesso presentata come una soluzione per aumentare efficienza e ridurre i costi. Tuttavia, un’analisi attenta evidenzia rischi concreti, soprattutto in termini di aumento delle bollette e perdita di posti di lavoro.
SOTTOLINEATO CHE:
● Quando un servizio pubblico viene affidato a una società privata, l’obiettivo primario non è più esclusivamente l’interesse collettivo, ma anche la remunerazione degli investimenti e la distribuzione degli utili agli azionisti. Questo si tradurrà sicuramente in tariffe più elevate per cittadini e imprese.
● Esperienze in diverse realtà italiane dimostrano che la promessa di risparmi non sempre si concretizza, ma nei servizi idrici e nella gestione dei rifiuti, l’ingresso di grandi gruppi può comportare una revisione delle tariffe per garantire margini di profitto.
● In un contesto già segnato dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione, ulteriori rincari sulle bollette rappresenterebbero un duro colpo per le famiglie, in particolare per quelle a basso reddito.
RILEVATO CHE:
● Un altro aspetto critico riguarda l’occupazione. Le società private, per contenere i costi e massimizzare l’efficienza, possono ricorrere a riorganizzazioni, esternalizzazioni e riduzioni del personale. Questo rischia di tradursi in esuberi, mancati rinnovi contrattuali o peggioramento delle condizioni di lavoro.
● I servizi pubblici locali non sono solo numeri in bilancio: sono lavoratori con competenze specifiche, spesso radicati nel territorio. La loro esperienza è un patrimonio che garantisce continuità e qualità del servizio. Una gestione orientata principalmente al profitto potrebbe indebolire questo tessuto professionale e sociale.
● La gestione pubblica, pur con limiti e necessità di miglioramento, risponde direttamente agli enti locali e quindi ai cittadini, mentre la privatizzazione può rendere più complesso il controllo democratico sulle scelte strategiche, sugli investimenti e sulla qualità del servizio.
● In settori come l’acqua o la gestione dei rifiuti, il servizio non può essere interrotto o ridotto in base a logiche di mercato senza ripercussioni sociali. Il rischio è che aree meno redditizie o periferiche ricevano minori attenzioni, accentuando le disuguaglianze territoriali.
CONSIDERATO CHE:
● Il tema dei servizi pubblici locali non è solo tecnico, ma profondamente politico e sociale. Occorre valutare con attenzione costi e benefici, tenendo conto non solo dei bilanci, ma anche dell’impatto su famiglie, lavoratori e coesione sociale.
● Investire nella gestione pubblica, rafforzandone trasparenza, efficienza e controllo, può rappresentare un’alternativa concreta alla privatizzazione. Perché quando si parla di servizi essenziali, la priorità dovrebbe restare l’interesse collettivo e non il profitto.
● La normativa attuale consente di evitare le gare ed affidare i servizi ad una società provinciale tutta pubblica “in house” semplicemente allegando alla delibera una relazione che contenga «una motivazione anticipata e qualificata, da parte dell’ente locale, per la scelta o la conferma del modello dell’autoproduzione…che dia conto delle ragioni che, sul piano economico e della qualità e dei costi dei servizi per gli utenti, giustificano il mancato ricorso al mercato».
● Detto percorso è stato perseguito da diverse realtà, come fu fatto ad esempio nel 2018 da Forlì e Comuni collegati che liquidarono Hera e costituirono una società tutta pubblica;
INTERROGHIAMO SINDACO E GIUNTA PER SAPERE:
Se sia stato fatto un esame dettagliato della situazione per capire quali eventuali esborsi economici ci sarebbero nel caso di liquidazione ad Hera degli investimenti non ancora ammortizzati, al netto dell’accollo del capitale residuo dei relativi finanziamenti in essere, ed altri eventuali oneri economici nel caso si volesse optare per evitare le gare europee affidando la gestione di acqua e rifiuti ad una società provinciale tutta pubblica “in house”;
Quale sia l’orientamento politico della giunta in ordine alla possibilità di andare a gara oppure gestire i servizi tramite una società provinciale tutta pubblica “in house”, scrive Francesco Panaroni, Consigliere comunale del M5S Fano.






