Panaroni (MoVimento 5 Stelle Fano): “Indagine e rimozione delle bombe in Adriatico davanti alle coste pesaresi”
 Il consiglio comunale di Fano, premesso che:
  Nel dicembre del 2009 venne pubblicato il libro di Gianluca Di Feo “Veleni di Stato” inerente le vicende relative alle armi chimiche italiane, dalle guerre d’Africa alla fine della seconda guerra mondiale. Il libro descrive, basandosi su documentazione storica, i luoghi in cui le armi chimiche alla fine della seconda guerra mondiale vennero disperse durante la ritirata tedesca, in mare e in terra. Fra i siti elencati, oltre a Molfetta, Vico e Ronciglione, Ischia, Melegnano, Roma, ecc., vi è anche Pesaro. Nel luglio del 1944, come riportato nel libro sopracitato, fu deciso di gettare in mare le armi chimiche contenute nel deposito di Urbino; vennero perciò inabissate davanti alla costa pesarese ben 4300 bombe all’iprite di grandi dimensioni (siglate C500T contenenti complessivamente 1316 tonnellate di iprite), e 84 tonnellate di arsenico custodite in involucri metallici. Il 10 agosto 1944 l’inabissamento era concluso;
 In seguito alla pubblicazione del sopracitato libro di De Feo “Veleni di Stato”, nel 2010 si costituì il “Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche” formato da cittadini di Pesaro, Molfetta, Vico, Ronciglione, Valle del Sacco, Ischia e dall’Associazione Legambiente, che raccolsero documenti, testimonianze ed approfondirono la tematica, portando a conoscenza del problema le autorità, le istituzioni pubbliche ed i cittadini mediante specifiche iniziative sugli organi di informazione. Nel 2014 venne presentato un esposto presso il Tribunale di Pesaro dove si indicano anche le coordinate sull’ubicazione del sito, circa 3 miglia dal porto. Il Tribunale non ha dato corso concreto all’esposto ricevuto.
Ricordato che
 il 04/10/2016 il Movimento 5 Stelle depositava in Consiglio regionale la mozione n.175 ad oggetto “Ordigni bellici contenenti iprite e arsenico, risalenti alla seconda guerra mondiale inabissati davanti alla costa pesarese” (i cui contenuti sono ripresi in questo atto) che impegnava la Giunta ad attivarsi presso i Ministeri competenti allo scopo di proporre un’indagine che verifichi l’eventuale presenza e l’esatta ubicazione degli ordigni chimici, le condizioni di conservazione in cui versano gli ordigni e i rischi concreti inerenti le attività di pesca e balneazione, la salute umana, gli ecosistemi e la qualità delle acque marine,
bocciata dalle forze politiche di maggioranza di allora, fu invece votata dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle e da tutti i Consiglieri appartenenti all’area del centrodestra.
 Visto che
  Recentemente l’argomento si è riaffacciato alle cronache regionali per merito del giornalista d’inchiesta Gianni Lannes con due incontri organizzati da Anpi Pesaro e Urbino e Legambiente per la presentazione del docufilm “Il Mare invisibile”.
Tenuto conto che
  L’iprite è un composto chimico vescicante molto tossico, che causa, in funzione della concentrazione alla quale si viene in contatto, lesioni fisiche anche mortali, e risulta inoltre pericoloso per l’ambiente e l’intero ecosistema marino;
 L’arsenico è un elemento chimico dalla tossicità acuta, dannoso per l’organismo e che può avere effetti letali, risulta altresì pericoloso per l’ambiente e nel caso specifico, si potrebbero trovare livelli elevati di arsenico in pesci, crostacei e frutti di mare, poiché assorbono l’arsenico dall’acqua in cui vivono, risultando pericolosi per la vita di chi li mangia.
 Ritenuto che
 La probabile presenza di ordigni inabissati potrebbe costituire un pericolo per l’incolumità dei pescatori che operano nella zona, dei bagnanti frequentanti le coste soprattutto nei periodi estivi, e costituire altresì un elevato rischio di inquinamento per le acque marine e di degrado per l’ecosistema acquatico;
 Tale problematica deve essere approfondita, per giungere ad una definizione completa, in seguito alla quale si adottino le opportune azioni per la risoluzione definitiva della stessa.
Constatato che
 Le attuali forze politiche di maggioranza in Regione, che coincidono con le attuali forze politiche di maggioranza in Comuna a Fano, hanno già dimostrato nel 2016 particolare sensibilità e attenzione al problema.
IMPEGNIAMO SINDACO E GIUNTA AFFINCHE’:
  Si attivino presso i Ministeri competenti, allo scopo di proporre un’indagine che verifichi l’eventuale presenza e l’esatta ubicazione degli ordigni chimici, nonché i rischi inerenti le attività di pesca e balneazione, la salute umana, gli ecosistemi e la qualità delle acque marine, e la loro definitiva rimozione”, scrive Francesco Panaroni, Capogruppo del MoVimento 5 Stelle  Fano.
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