Enrico Tosi è sicuro: Fano poteva già avere il suo parco urbano. Sarebbe bastato solo fare le cose nel modo giusto. Ecco come.

“Fano poteva già avere il parco del Campo di aviazione”. Enrico Tosi dell’associazione Argonauta è sicuro che, se le cose fossero state fatte nel modo giusto, ora si parlerebbe di parco urbano in maniera ben diversa da come si fa in questi ultimi tempi.
“Sarebbe bastato – continua Tosi – aggiungere ogni anno un pezzo alla parte iniziata nel 2004 in fondo a via della Colonna. Invece, se si esclude il patrocinio nel 2005 ad una piantagione di alberi senza alcun riferimento ad un progetto complessivo, in 10 anni sono state registrate solo promesse.
A complicare le cose c’è stato il pasticcio di un protocollo di intesa stipulato col Demanio nel 2007 (comprendente anche la caserma Paolini) col quale il Comune si è impegnato a comprare a caro prezzo e poi valorizzare una parte dei terreni concessi nel 1930 in uso trentennale gratuito alla R. Aeronautica per la costruzione dell’Aeroporto. Impegno che ha escluso queste aree dall’elenco dei beni che in seguito sono stati dichiarati cedibili a titolo gratuito agli Enti locali (Federalismo demaniale), con una complicazione aggiuntiva nel 2011, quando il Comune ha dichiarato sciolto il citato protocollo (deliberazione 161) che però il Demanio ritiene ancora valido. Di conseguenza oggi non è possibile procedere alla locazione e/o concessione del bene, né, tantomeno, autorizzare modifiche delle aree … consistenti nella piantumazione di alberi o arbusti e/o inserimento di panchine. (Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Marche prot. 2012/8497 del 14/12/2012). Da notare che gli impegni presi da tutte le amministrazioni comunali di Fano almeno dal 1990 prevedono la realizzazione contestuale del parco e dell’aeroporto.
A proposito di quest’ultimo, si sottolinea che nessuno ne mette in discussione l’esistenza oramai consolidata, anche perché sarebbe ora che la città cominciasse a trarre vantaggio (posti di lavoro stabili, incremento del turismo, ecc.) dagli ingenti capitali pubblici investiti in tanti anni. Quello che si contesta è la volontà di continuare ad ampliare le sue funzioni, nonostante studi molto seri abbiano consigliato di limitarsi alle più che adeguate strutture esistenti”.






