Inizio anno scolastico, il messaggio augurale del vescovo di Fano Armando

Desidero rivolgere il mio cordiale saluto agli alunni, alle loro famiglie, ai docenti, ai dirigenti scolastici, ai Direttori dei Servizi Generali Amministrativi, al personale ATA e all’intera comunità scolastica, a quanti in qualche modo collaborano al raggiungimento del successo formativo di ogni singolo alunno.

Cari Studenti,

oggi inizia un nuovo affascinante anno scolastico. Non è un peso o un dovere, è un grande regalo per ciascuno di voi. È un percorso che vi porterà a crescere come uomini e donne per bene, come cittadini attenti e impegnati.

Vivete la vita adoperandovi ogni giorno per trovare la vostra strada e costruire il vostro futuro con l’esercizio della pazienza, l’impegno serio e responsabile, la guida degli adulti che vi sembrano più significativi e il sostegno dei compagni con cui condividete il cammino.

Ad ognuno di voi, dirigenti scolastici, docenti, personale della scuola, genitori, auguro di essere capaci di fornire i punti cardinali della vita: conoscere per capire e saper scegliere, rispettare la dignità delle persone, essere solidali e usare responsabilmente le risorse.

Vorrei usare tre parole impegnative per uscire dalla consuetudine augurale:

FIDUCIA, FUTURO, SPERANZA.

Fiducia. Dal latino fides, che significa riconoscimento dell’affidabilità dell’altro.  Indica un sentimento di sicurezza e di tranquillità che nasce dalla valutazione positiva di fatti, di situazioni o di relazioni. Di fronte a situazioni delicate e importanti, si ricorre a persone di fiducia perché ci si trova nella condizione di esporsi, condividere, affidare all’altro qualcosa o qualcuno che ci sta a cuore.

La fiducia dunque presuppone un certo coraggio, un coraggio indispensabile perché non è possibile fare a meno di fidarsi, perché il bisogno di fiducia nasce dalla consapevolezza dei nostri limiti. Il sociologo De Rita richiama il peso della memoria nel creare fiducia”, sottolineando che è  tempo di ritrovare e rivalutare le nostre memorie, il passato che continua ad operare in noi”.

Futuro. Il futuro è fatto di te, è fatto cioè di incontri, perché la vita scorre attraverso le relazioni. Parecchi anni di vita mi hanno fatto maturare sempre più la convinzione che l’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri: la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro. Mi piacerebbe innanzitutto che questo incontro ci aiuti a ricordare  che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un’isola, un io autonomo indipendente dagli altri, che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno.

Molti oggi, per diversi motivi, sembrano non credere che sia possibile un futuro felice. Questi timori vanno presi sul serio.  Ma non sono invincibili. Si possono superare se non ci chiudiamo in noi stessi. Perché la felicità si sperimenta solo come dono di armonia di ogni particolare con il tutto.

“Scegli di essere ottimista. Ci si sente meglio” (Dalai Lama)

Speranza. Accogliere il presente com’è. Riconoscere il bene che può avvenire. Si tratta di dare qualità all’oggi  impegnandosi nel lavoro lungo e paziente che consiste nel rilevare instancabilmente le incrinature che ci sono nel mondo, nell’uomo e, al tempo stesso, nel dichiarare incessantemente la sua dignità e la sua incompiutezza.

Sperare significa camminare e avanzare attraversando il presente incompiuto, affrontare le differenze,  la pesantezza e l’insicurezza.

Guardare al futuro con occhi ottimisti è una grande sfida per ogni uomo e ogni donna.

Come notate è un augurio e un percorso da costruire.

Mi piace, infine, salutare tutti voi con le parole di Papa Francesco:

“Auguro a tutti voi, genitori, insegnanti, persone che lavorano a scuola, studenti, una bella strada che faccia crescere le tre lingue che una persona matura deve saper parlare: la lingua del cuore, la lingua della mente, la lingua delle mani

Buon lavoro e buon anno scolastico.

 

 

 

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