Smart Working: una “rivoluzione” che scuote le dinamiche del lavoro. A Marotta incontro con ospiti e testimonianze a livello nazionale

Smart Working. Quale impatto sulle organizzazioni? Questo è il titolo dell’incontro-approfondimento tenutosi oggi a Warehouse Coworking Factory, il principale coworking e hub creativo delle Marche, per approfondire, con vari esperti e testimonianze, la nuova filosofia manageriale che sta cambiando le dinamiche di lavoro in tutto il mondo.
Lo Smart Working è una modalità basata su flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti di lavoro dei dipendenti, in cambio di un maggior focus sui risultati. Negli ultimi anni, l’evoluzione e la diffusione di tecnologie e strumenti che permettono di lavorare ovunque, ha modificato nel profondo i processi organizzativi, i flussi di lavoro e la gestione del personale. Sono sempre più numerose le organizzazioni, sia profit che non profit, che stanno ripensando l’intera cultura organizzativa, dando flessibilità ai dipendenti in cambio di maggiore produttività e soddisfazione.
Alcuni dati dimostrano che le modalità di lavoro cosiddetto “agile” hanno un impatto positivo sul benessere dei lavoratori, sulla redditività d’impresa, e in generale, sul contesto sociale dell’intera organizzazione, il cosiddetto “Welfare”. L’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano ha recentemente calcolato che attualmente in Italia sono 570.000 i lavoratori agili e il numero raddoppia se si parla di progetti delle Pubbliche Amministrazioni. Il dato rilevante è che una buona spinta al fenomeno sta arrivando anche dalle PMI italiane che hanno visto una crescita di progetti di Smart Working strutturati del 4% nel 2019: una vera e propria accelerazione rispetto agli anni precedenti. Questo perché l’Italia è uno dei pochi paesi ad avere una normativa del Lavoro Agile che dal 2017 definisce e regolamenta lo Smart Working in tutti i suoi aspetti. Inoltre proprio in questi giorni è uscito il Bando “Conciliamo”, emanato dal Dipartimento per la Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che destinerà 74 milioni di euro per progetti di conciliazione famiglia-lavoro. Un bando a cui possono accedere anche PMI e organizzazioni non profit.

In questo scenario, una cosa è certa: lo Smart Working non è soltanto “lavorare fuori ufficio”. Questo il leitmotiv dell’incontro, che ha visto esperti e testimonianze aziendali confrontarsi su un tema di grande impatto per le imprese. “Una maggiore riappropriazione di spazio e tempo di lavoro per i dipendenti consente di regolare meglio la propria capacità di generare valore per l’azienda”, dice Alessandro Donadio, autore del libro HRevolution e consulente di organizzazione aziendale. “Le aziende devono fare un “patto psicologico” con i propri collaboratori: la motivazione non è più solo economica”. Lo testimonia Bomi Group, azienda leader nelle soluzioni logistiche per il settore healthcare, che ha scelto di avvalersi di un’iniziativa finanziata da Regione Lombardia per disegnare insieme ai propri dipendenti un piano welfare e di conciliazione vita-lavoro. “Siamo partiti con l’ascolto dei bisogni dei dipendenti, a seguito di un cambio di sede produttiva che ha coinvolto 200 persone – racconta Giovanni Crocco, HR Training e Welfare Manager di Bomi Group. “Avevamo la necessità di non perdere il know-how. Siamo partiti quindi con la flessibilità oraria, per poi estendere la possibilità di fare smart working fino a due giorni a settimana. Nessun controllo sulle attività day-by-day, ma obiettivi a fine mese o fine anno.”

Per fare questo è necessario, oltre che un cambio di mentalità nei vertici aziendali, anche di un’adeguata infrastruttura tecnologica che abiliti il lavoro da remoto. “Le organizzazioni in passato hanno fatto fatica ad integrare strumenti tecnologici in grado di replicare i luoghi di lavoro. Oggi ci sono molte soluzioni sul mercato – dice Stefano Giraldi, Consulente IT e Assessore all’Innovazione del Comune di San Costanzo (PU).

Insomma, nell’intraprendere un percorso di Smart Working è importante che l’azienda si metta realmente in gioco e coinvolga i suoi dipendenti in un percorso strutturato e di lungo termine, cambiando la concezione stessa di lavoro e di organizzazione. In questo contesto, Warehouse Coworking Factory, grazie alla sua disponibilità di postazioni lavoro e ad una community di oltre 300 professionisti, mira a diventare centro ospitante per lo Smart Working, grazie anche ad un team in grado di accompagnare le organizzazioni in percorsi di riorganizzazione strategica e culturale.

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