Fino a poco tempo fa eravamo abituati a separare la dimensione “online” da quella “offline”. Oggi questo tipo di distinzione ha sempre meno senso, soprattutto per le generazioni più giovani, che considerano la cosiddetta “esperienza digitale” come un elemento normale della loro vita, senza percepire una differenza chiara tra la “connessione” e la “sconnessione” dalla Rete.
Parlare di rivoluzione digitale, o di passaggio dall’epoca analogica a quella digitale, suona oggi alle loro orecchie come qualcosa che ha a che fare più con i libri di storia che con la loro quotidianità.
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Italia: un Paese connesso e digitalmente maturo
Secondo il Report Digital 2020 globale, elaborato dell’agenzia We Are Social, in Italia sono quasi 50 milioni (l’82% della popolazione) le persone abitualmente attive online. Gli italiani trascorrono in media circa 6 ore al giorno su Internet. Il tempo online viene speso principalmente guardando contenuti tv (3 ore e 7 minuti al giorno); interagendo con altri utenti sui profili social (1 ora e 57 minuti); ascoltando musica in streaming (1 ora e un minuto) e usando una console di videogiochi (49 minuti). Inoltre, secondo i dati della quarta edizione della ricerca “Italiani e Social Media”, pubblicata dall’istituto Blogmeter, associato ad ASSIRM, il 48% degli italiani usa le reti sociali per guardare foto e video e per restare aggiornati.
Intrattenimento online: un’offerta in continua crescita
Il settore dell’intrattenimento è sicuramente quello che più di tutti ha beneficiato di questa nuova realtà. L’intrattenimento online, infatti, è uno dei motivi principali per cui ci si collega alla Rete.
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La parte del leone, nel mercato dell’intrattenimento online, la fanno senza dubbio le aziende che offrono contenuti tv a pagamento (film, telefilm, documentari, eventi sportivi ecc.). In questo ambito, pochi operatori hanno riscritto le regole del mercato in pochissimi anni, a volte realizzando delle collaborazioni che hanno rivoluzionato l’offerta del settore.
In Italia, per esempio, un paio di anni fa, Sky e Netflix misero in piedi una partnership senza precedenti per offrire agli spettatori digitali un pacchetto integrato di contenuti tv che riuniva le offerte dei due operatori. Questo nuovo modello collaborativo tra diversi operatori, oltre a rappresentare una trasformazione del mercato dei contenuti audiovisivi, comporta anche un cambiamento nel modo di approcciare la produzione cinematografica più recente. A questo proposito, possiamo ricordare il caso del docufilm “Fanum Fortunae. Alla scoperta di Vitruvio”, realizzato dal regista fanese Henry Secchiaroli.
Negli ultimi anni sta crescendo enormemente anche la domanda di un altro importante settore: quello del gioco online. Qui, infatti, gli operatori di casinò online come Betway offrono sui propri siti delle versioni attualizzate dei tradizionali giochi da casinò. Una parte importante di questa offerta, accessibile via PC, tablet o smartphone, è costituita dalle slot machine classiche e dalle più moderne video slot. Queste ultime, in particolare, sono oggi molto richieste perché, grazie a una grafica moderna e a speciali effetti sonori, offrono ai giocatori un’esperienza molto coinvolgente. Inoltre, questi giochi sono spesso molto innovativi anche sul piano della tematica, evocando mondi fantastici e avventurosi, o essendo dedicati a film, serie tv o musical famosi.
Arte e cultura: la digitalizzazione necessaria
In generale, la relazione tra Internet e la cultura è un tema sempre di più al centro del dibattito pubblico. Infatti, essere presenti online è ormai una necessità irrinunciabile anche per quei settori più tradizionali dell’intrattenimento, come l’editoria, l’arte e lo spettacolo, che finora avevano guardato con sospetto alla digitalizzazione. A questo proposito si potrebbero fare diversi esempi. Particolarmente significativo è il caso della musica, dove anche coloro che per anni avevano resistito alla tentazione di rendere accessibili brani e composizioni online, poco a poco, stanno cedendo al potere contrattuale delle piattaforme di streaming e di download più famose.
Un altro settore in grande trasformazione è quello del cinema. Profondamente toccato dalla concorrenza di piattaforme come Amazon Prime Video e la già citata Netflix, si sta reinventando per poter sopravvivere, cercando di immaginare nuovi formati ibridi e nuove modalità integrate di distribuzione delle pellicole e dei contenuti a esse associati.
Infine, anche il mondo dell’arte, tradizionalmente associato all’esperienza “offline” e alla frequentazione dal vivo di musei e sale espositive, sta attraversando un processo di profonda trasformazione grazie alle nuove tecnologie digitali. Collaborando con alcuni dei musei più importanti del mondo, la piattaforma Google Arte e Cultura, ad esempio, svolge oggi un ruolo importantissimo nell’avvicinare il grande pubblico ai tesori custoditi da secoli in questi templi dell’arte universale. Rendendo disponibile la visione di una grande quantità di collezioni di opere e di cataloghi digitali, così come l’accesso a visite virtuali per le sale, questo servizio contribuisce alla diffusione dell’arte e al superamento dei confini geografici e culturali.
Nel mondo globalizzato e iperconesso di oggi, “avere” Internet è qualcosa di (quasi) scontato in qualunque momento del giorno e della notte, grazie anche alle tecnologie, sempre più potenti, sofisticate ed economicamente accessibili, che si susseguono sul mercato. Internet non è più un optional, ma una risorsa essenziale e alla portata di (quasi) tutti, come l’acqua o l’energia elettrica. Grazie agli smartphone, alle infrastrutture di wi-fi gratuito o ai collegamenti hotspot, oggi siamo in grado di muoverci all’aperto mentre controlliamo le e-mail, chattiamo sulle reti sociali, guardiamo un film, ascoltiamo musica o giochiamo online. E quella che prima chiamavamo “esperienza digitale” è oggi sempre di più sinonimo di “esperienza” tout court. Senza aggettivi.