Lens e Bard cambieranno il modo di fare ricerca su Google

Si tratta di un dato di fatto: oltre il 93% degli utenti di internet, quando deve svolgere una ricerca in rete, si rivolge a Google. Quello che in passato era un gesto di fiducia da non dare per scontato, adesso è diventato un comportamento automatico, e digitare la propria domanda su Google e affidarsi ai primi risultati offerti da questo motore di ricerca è un gesto che si fa senza quasi pensarci su. Non pago di ciò, Google sta implementando ultimamente un nuovo sistema di Intelligenza Artificiale che sta rivoluzionando ulteriormente il modo di effettuare ricerche online.

 

Google e IA: la nuova frontiera delle ricerche online

 

Le intelligenze artificiali stanno cambiando le carte in tavola in un gran numero di ambiti. Possono svolgere un grande ruolo di supporto in ambito medico, così come rivelarsi alleati essenziali nell’analisi statistica che sta alle base delle operazioni di trading più fini o alle scommesse sportive live, in cui analizzare i diversi pronostici di gare anche in tempo reale – basati su variabili non soltanto storiche ma anche su elementi valutabili esclusivamente da complessi algoritmi- può fare la differenza.

 

Ebbene, le IA sono sbarcate anche su Google, con la funzione Lens, che permette di associare una ricerca testuale a una fotografia scattata con il proprio dispositivo mobile. In breve, fotografare un oggetto sarà la base della ricerca su Google di un prodotto simile per caratteristiche o per funzione, permettendo così di aggirare le difficoltà che insorgono quando non si sa bene cosa cercare o come definire l’oggetto della propria ricerca. Il prossimo passo dell’evoluzione di Lens sarà certamente costituito dall’implementazione della posizione geografica nella ricerca, così che Google possa fornire solo i risultati più pertinenti in base a dove si trova l’utente.

 

Bard per rispondere a ChatGPT

 

Se da un lato ChatGPT ha creato forti perplessità e preoccupazioni, dall’altro Google sta dimostrando di non voler rimanere indietro, mettendo a punto Bard. Questo si configurerà come un nuovo strumento capace di fornire risposte articolate e pertinenti a qualsiasi utente desideri farne uso. L’idea di elaborare un discorso in risposta a una richiesta dell’utente sarà accompagnata dai più classici link, da cui Google stesso attingerà le informazioni usate da Bard. I problemi restano sostanzialmente gli stessi, e consistono nell’evitare notizie false e selezionare solo le più accurate e pertinenti in base alle richieste degli internauti.

 

L’uso delle IA nelle ricerche online è dunque una sfida tutt’ora aperta, i cui esiti rivoluzioneranno ulteriormente il modo in cui gli utenti conosceranno la realtà e si comporteranno sul web. Le ricadute saranno certamente profonde: non resta che augurarsi che siano gli utenti in carne e ossa a guidare le IA, e non il contrario.

 

 

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