Tutti più felici e produttivi con il work-life balance, il perfetto equilibrio tra lavoro e vita privata

Fino a qualche tempo fa lo stipendio era l’unico ago della bilancia che determinava la scelta di una persona in cerca di lavoro. Oggi la retribuzione, pur avendo chiaramente la sua importanza, non è l’unico fattore che incide sulle scelte lavorative di una persona.

Un fattore determinante, come evidenziato dal rapporto Decoding Global Talent, condotto da Bcg e The Network, è il worklife balance.

Si tratta sostanzialmente del perfetto equilibrio da ricercare tra vita privata e lavoro. Un concetto nuovo ma che si sta diffondendo rapidamente nel mondo lavorativo, quindi per saperne di più rimandiamo alla guida di approfondimento relativa al worklife balance.

Il mondo lavorativo è incentrato sempre di più sulla specializzazione e sulla tecnologia; quindi, anche i candidati si presentano con un curriculum importante, condito da ulteriori competenze e capacità approfondite e settoriali.

Questo significa che i candidati si presentano sul mercato del lavoro in una posizione di forza, soprattutto da un punto di vista contrattualistico.

Come evidenzia il report i candidati prestano sicuramente attenzione alla retribuzione offerta, ma anche con determinate necessità ed esigenze per quanto riguarda la vita privata.

I migliori talenti vengono contattati nel corso dell’anno da varie aziende; quindi, hanno anche più opzioni a loro disposizione. In tale contesto le aziende devono essere brave a comprendere e soddisfare le esigenze dei candidati, proponendo offerte di lavoro personalizzate e flessibili.

Il report ha evidenziato che tutte le persone, anche i più giovani, desiderano svolgere un lavoro che dia loro la possibilità di crescere professionalmente ed economicamente, ma senza sacrificare eccessivamente la loro vita privata.

Le esigenze variano a seconda dell’età e anche dell’area geografica. Il sondaggio è stato condotto su 90.000 persone in 160 paesi diversi e, snocciolando i dati, emerge che il 65% degli intervistati è attratto da uno stipendio adeguato e da una serie di benefit che migliorano la qualità della vita.

Altro elemento preso in considerazione è l’avanzamento di carriera, seguito dalla possibilità di svolgere un lavoro ibrido e quindi poter lavorare da remoto per alcuni giorni della settimana.

Il report ci fornisce un altro dato significativo: il worklife balance è ritenuto prioritario soprattutto per le persone tra i 30 e i 50 anni, un’età in cui gli impegni familiari sono più pressanti.

Gli over 60 sono disponibili a svolgere un impiego ad alto impatto, purché la retribuzione economica sia adeguata al ruolo svolto.

Sono quindi cambiati anche i processi di selezione delle aziende che, se non forniscono un’offerta convincente da un punto di vista economico e del worklife balance, rischiano di essere scartate dagli stessi talenti.

Le aziende quindi, in fase di recruiting, per assicurarsi le prestazioni di una persona ritenuta meritevole devono tener conto del curriculum, delle attitudini e delle sue esigenze private.

La proposta lavorativa deve essere accuratamente personalizzata, così da motivare il candidato e costruire sin da subito un clima di fiducia per un rapporto collaborativo proficuo per entrambi.

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