Per tutti i possessori di partita IVA (sia che siano proprietari d’azienda che liberi professionisti) che usino per lavoro dei veicoli commerciali (dai ciclomotori alle auto e ai tir) l’ultimo anno è stato pregno di novità.
Infatti è entrato in vigore l’obbligo di emettere fattura elettronica per l’acquisto dei carburanti. In buona sostanza, coloro che utilizzano i mezzi aziendali hanno dovuto dire addio alla vecchia scheda carburante, che viene ora sostituita da un documento elettronico emesso dalla stazione dove si esegue il rifornimento, nel momento in cui questo avviene.
Questa innovazione ha di certo degli enormi vantaggi per l’Agenzia delle Entrate e per la lotta all’evasione fiscale, oltre che a rendere più semplice la rendicontazione delle spese e a ridurre errori e spreco di carta, ma è senz’altro un cambiamento epocale che richiederà ancora del tempo per venire completamente digerito dai proprietari delle pompe di benzina e dai possessori di partita IVA. Infatti tutte le normative per la fatturazione elettronica che sono ormai entrate in vigore, anche in ambito carburanti, sono ancora in fase di rodaggio e ogni interessato deve imparare a contabilizzare in maniera diversa gli importi relativi all’acquisto e alla vendita di carburante.
La cosa si fa un po’ più complicata per chi possiede partita IVA, in quanto se vuole tornare a scaricare le spese di rifornimento e dedurle dai redditi deve necessariamente provvedere all’acquisto di carte carburante, così da documentare con assoluta certezza e verificabilità l’ammontare dei rifornimenti (chi è interessato può anche avvalersi della possibilità di collegare il numero di targa alla fattura, così da rendere più veloci i controlli fiscali, ma è una possibilità da valutare e non un obbligo). Ma come funziona la fatturazione elettronica?
Come avviene l’emissione di una fattura elettronica?
Il metodo di emissione e ricezione dei documenti in formato elettronico è molto semplice: prima di tutto chi assume il ruolo di venditore/fornitore crea un documento digitale trasmettendo i dati del cliente e dell’acquisto all’SdI, il Sistema di Interscambio creato ad hoc dall’Agenzia delle Entrate; in seguito il documento viene inviato all’acquirente/cliente in formato elettronico, sempre attraverso posta certificata o tramite il portale apposito preposto dall’Agenzia delle Entrate.
Sono stati introdotti dei metodi alternativi al sistema di Interscambio, attraverso portali web o app dedicate, e sono in molti a offrire servizi su misura per rendere più facile il lavoro di chi si trova alle prese con la fatturazione elettronica. Per esempio, la piattaforma online Soldo non solo dà ottime consulenze in materia, ma ha anche ideato una delle uniche carte carburanti davvero universali presenti in commercio.
Il motivo per cui è stato introdotto questo sistema è garantire un maggiore controllo a tutte le parti coinvolte. Infatti prima di essere effettivamente emessa, una fattura elettronica deve essere controllata e verificata in ogni sua parte dal Sistema di Interscambio. Una volta passato questo esame, il mittente ne riceve notifica e il documento acquista effettiva validità.
Eccezioni e servizi extra
Aprendo una parentesi sui servizi extra legati ai rifornimenti di carburante (vendita di accessori per le auto, olio motore, lavaggio carrozzeria e interni, …), anche questi possono essere inclusi nel totale di un documento elettronico, anche se non è una pratica obbligatoria se si parla di acquisto di soli servizi extra. Vanno necessariamente aggiunti al totale della fattura elettronica sono se abbinati al rifornimento di carburante, se acquistati da soli non necessitano necessariamente di fattura elettronica.
In pratica se ti rechi solo a comprare i tergivetro nuovi per la tua auto, la fatturazione elettronica non è obbligatoria, ma se al tempo stesso fai anche carburante ecco che l’intero corrispettivo deve comparire nel documento.
Parlando di eccezioni, è bene ricordare che quando la fatturazione elettronica è nata coinvolgeva solo alcuni tipi di carburante, ovvero benzina e diesel. Ora però anche altri tipi di combustibile, quali metano, gpl e carburanti alternativi, rientrano in questa novità fiscale. Sono invece esentati dalla fatturazione elettronica i rifornimenti di impianti o strumenti di lavoro che non siano veicoli (come gruppi elettrogeni, rasaerba, impianti di riscaldamento e simili).







Luigi
Va indicato in fattura sempre il Codice CARB e poi bisogna seguire la tabella con la numerazione indicata dall’Agenzia delle Dogane