Andamento mutui: il saldo diventa positivo. Marche e Sardegna trainano il mercato

Continua a macinare successi il mercato dei mutui: con 13.862 milioni di euro erogati nel secondo trimestre di quest’anno, si supera il traguardo e si porta il saldo totale del primo semestre a 25 miliardi di euro, che in termini percentuali rappresenta il +2% rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso.

Se a questi dati si aggiunge che nei mesi precedenti si era registrato un risultato negativo, attribuibile al calo della richieste delle surroghe e delle sostituzioni, si comprende come il settore goda di ottima salute, a dispetto della situazione politica del nostro paese per niente stabile, quantomeno per quanto riguarda le strategie economiche che sono state messe in campo. Salgono infatti i mutui prima casa, complici anche i tassi d’interesse molto vantaggiosi che spingono i cittadini all’acquisto di un immobile non solo per necessità ma anche per investimento.

Scendendo nel dettaglio e analizzando la situazione a livello regionale, si osserva che se da una parte la Sardegna traina tutta la macroarea delle isole con un aumento di richieste relative al primo trimestre pari a +37,2%, dall’altra la nostra regione si accomoda sul secondo gradino del podio, con il suo eccellente + 33,5%. Anche a livello provinciale le Marche si distinguono portando a casa un +137% per la provincia di Ascoli Piceno e un più contenuto ma pur sempre eccellente +61% per quella di Ancona.

Oltre l’80% dei mutuatari è rappresentato da lavoratori con contratto indeterminato, e infatti i mutui INPS o INPDAP sono tra i più gettonati (conosci i vantaggi mutui INPDAP su calcoloratamutuo.org), ma crescono, seppur di poco anche i finanziamenti ipotecari concessi ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti.

Il mercato sembra aver trovato una sua stabilità, anche se molti sono i dubbi e le incertezze su quale sarà l’andamento nel 2019. Gli esperti del settore si sbilanciano comunque nel prevedere che per tutto il primo semestre del prossimo anno le condizioni continueranno ad essere favorevoli per quelle famiglie intenzionate a comprare casa.

 

Del resto arriva direttamente dal Dicastero dell’Economia la conferma che i tassi d’interesse applicati sui mutui non sono collegati alle oscillazioni dello spread. Questi, infatti, dipendono dall’andamento generale dell’economia dei vari paesi europei, senza contare che sottoscrivere un mutuo a tasso fisso in questo periodo congela l’importo della rata per tutta la durata del contratto, a prescindere da eventuali rincari futuri.

Diversa, invece, la situazione per chi preferisce il tasso variabile, perché se è pur vero che non esiste una relazione diretta tra spread e tassi d’interesse applicati, è altrettanto veritiero che la costante salita del primo indica una non fiducia dei mercati finanziari nei confronti del nostro paese, instabilità che, se non si ridimensiona nel prossimo futuro, non potrà che influenzare le scelte degli investitori internazionali rendendo per la banche più difficile la raccolta di capitale, condizione che porterebbe a un rincaro del costo del denaro.

 

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