I giochi di carte fanno parte della cultura di un popolo. Sono quel lato di “usi e costumi” che portano dentro un’attività ludica le esperienze di vita quotidiana, attraverso la creatività e l’ingegno. Accade lo stesso anche per le Marche dove, fin dal Medioevo, si sono visti sviluppare divertimenti e passatempi sempre nuovi e diversi che sono arrivati fino ai giorni nostri. Si pensi alla Cispa, la Petrangola, la Bestia a 5 carte e il Trucco. Questi, come si intuisce, sono giochi estremamente locali, superati poi dalla diffusione di giochi noti in tutto il territorio nazionale, come scopa o sette e mezzo, o anche nel mondo, come con il poker o il blackjack. Giochi che sono ormai diffusi sui portali di intrattenimento online, in particolare sui siti di iGaming, dove affiancano anche giochi di grande diffusione come le slot machine e ai quali è possibile giocare sfruttando il codice bonus Pokerstars o quelli di altri operatori. Un’eccezione è rappresentata dalla Bestia, che, a differenza degli altri giochi, sta entrando sempre più nei palinsesti di questi siti e spunta nelle classifiche di app e software più scaricati.
La Bestia a 5 Carte: le regole
Partiamo proprio da quest’ultima. “La Bestia a 5 Carte” è un passatempo quasi a metà tra le regole della briscola e quelle del poker. Il gioco si svolge attraverso 3 fasi. Innanzitutto c’è la distribuzione delle carte, con 3 tessere a testa e una scoperta a terra, successivamente si procede alla fase della dichiarazione dei bussanti, con il primo giocatore seduto alla destra del mazziere che apre il giro pescando la carta scoperta a terra. Così per tutti i giocatori al tavolo. Al termine del giro si bussa e si procede alla sostituzione, se lo si desidera, delle proprie carte con altre nuove. Di qui passa l’ultima fase di gioco con ancora il primo giocatore alla destra del mazziere che gioca la sua carta. A questo punto gli altri partecipanti hanno la possibilità di rispondere con una carta dello stesso seme oppure con una briscola. La presa andrà a chi ha la briscola o a chi ha giocato la carta di valore più elevato del seme piazzato dal primo giocatore. Vince il gioco chi ha effettuato almeno 3 prese. Chi invece non riesce ad effettuare alcuna presa paga tutto l’ammontare del piatto andando “in bestia”.
Petrangola
Più che vincere l’importante è non perdere. È questa la filosofia di gioco di Petrangola, uno dei numerosi giochi di carte da provare almeno una volta, con l’obiettivo del gioco di non essere eliminati dal tavolo. Un gioco che si può svolgere con 4 o più giocatori ma in questo caso utilizzando più mazzi da gioco. Si inizia con il mazziere che distribuisce 3 carte per giocatore e ne mette 3 sul tavolo. I giocatori hanno la possibilità di sostituire le carte in mano con quelle di terra con lo scopo di fare appunto petrangola, cioè provando ad ottenere 3 carte uguali o facendo una scala dello stesso seme. Vince la mano chi ha ottenuto il punteggio più basso.
Cispa
Gli italiani sono molto attenti alle proprie tradizioni e fanno di tutto pur di mantenerle vive. In questo senso, Cispa è l’esempio di un antico gioco che rimane ancora vivo nella tradizione marchigiana. In questo gioco la carta più alta è il 5 di spade. Chi “fa le carte” ne distribuisce 5 a testa e i giocatori dovranno così ottenere il punteggio più alto con, appunto il 5 di spade come massimo valore delle carte e poi a seguire tutto il resto con assi, re, cavalli, fanti e poi tutte le carte dal valore numerico dal 7 al 2.
Trucco
Infine il Trucco, un gioco di “importazione spagnola” dove lo scopo è quello di fare 30 punti. Sono 3 le carte date ad ogni giocatore con le quali si dovrà ingannare, bluffare e far credere agli altri giocatori qualcosa di sbagliato. Perché quello che si dovrà fare sarà “scommettere” sulle carte dell’avversario. Si inizia il gioco con la chiamata dell’invito, si passa poi alla presa delle carte e infine a chiamare o no il trucco.






