Cultura marchigiana, i giochi di carte tipici regionali

Chi ha detto che i giochi di carte italiani siano esclusivamente quelli napoletani? In molte altre regioni dello Stivale è possibile imbattersi in giochi caratteristici da svolgere in casa o sul tavolino di un bar. Nelle Marche, in particolare, è possibile contare almeno 5 giochi tipici: la Bestia a 5 carte, la Petrangola, il 7 e Mezzo, la Cispa e il Trucco. Trattandosi di attrazioni diffuse perlopiù a livello regionale, difficilmente se ne possono trovare versioni digitali sui portali di intrattenimento. Da anni, ormai, migliaia di internauti si divertono giornalmente con il poker a distanza o il bingo che si trova online, ma i giochi più folkloristici non trovano spazio nei portali specializzati. Ecco perché conservarne la tradizione è importante, fosse anche solo per un valore culturale.

Alla Bestia a 5 Carte si gioca in 4 o in 5 persone, che ricevono inizialmente 3 carte, mentre una viene scoperta al centro del tavolo. A iniziare il gioco è chi siede alla destra del banco effettuando una presa oppure ignorando la carta sul tavolo. In una fase successiva della partita il giocatore alla destra del banco deve scegliere una carta da giocare e alla quale gli altri devono rispondere con una del medesimo seme. Come nella Briscola, la presa va a chi ha la carta di maggior valore. Il giocatore che ottiene almeno 3 prese vince. Chi non riesce a conseguirne nemmeno una paga invece l’intero piatto, andando “in bestia” (da qui il nome del gioco).

Nella Petrangola lo scopo non è vincere, ma… evitare di perdere! Un minimo di 4 giocatori si sfidano usando eventualmente anche più mazzi di carte. Il banco ne consegna 3 per giocatore, mentre altre 3 finiscono sul tavolo. A turno è possibile scegliere di cambiare quelle in proprio possesso con quelle a terra, così da ottenere una “Petrangola”, ovvero una combinazione di 3 carte dallo stesso valore o un gruppo di 3 carte che formino una scala del medesimo seme. A quel punto è consentito bussare per indicare agli altri che inizierà un ultimo turno. Chi ha il punteggio minore esce di volta in volta dal gioco.

Più classico è indubbiamente il 7 e mezzo, in cui si gioca contro il banco sommando alla propria carta iniziale almeno un’altra carta, evitando di sforare però i 7 punti e mezzo. A parità di condizioni, vince il mazziere. Nella Cispa, invece, vengono distribuite 5 carte ad ogni giocatore con l’obiettivo di ottenere il punteggio migliore tenendo a mente che il 5 di spade, da cui il gioco trae il nome, è la carta più importante del mazzo, seguita dall’asso, dal re, dal cavallo e dal fante.

Infine, ecco il Trucco, dove si distribuiscono 3 carte per giocatore. La partita non termina finché almeno uno dei partecipanti non raggiunge i 30 punti. Se si pareggia, vince chi ha conseguito più punti nella mano conclusiva. Il trucco deve la propria denominazione alla tendenza dei giocatori di eseguire dei bluff. Una partita si compone di 2 fasi: nella prima avviene la cosiddetta “chiamata dell’invito”, mentre nella seconda si effettuano le prese e si decide se bluffare o meno.

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