Marche, incrementati i benefici a favore delle università della terza età

Per l’anno accademico 2021/2022, quello attualmente in corso, saranno incrementati i  benefici a favore delle università della terza età con una quota complessiva di 60 Mila euro. Lo ha stabilito la Giunta regionale attraverso una delibera approvata oggi.

“La Regione Marche – ha spiegato l’assessore all’Istruzione e alla Cultura, Giorgia Latini –  riconosce il particolare rilievo delle attività delle università per la terza età per favorire l’integrazione dell’anziano nella realtà socio-culturale della comunità di appartenenza e la promozione della cultura quale elemento volto alla formazione della piena e libera personalità dei cittadini. Per questo abbiamo accolto la richiesta giunta da parte delle università di concedere e incrementate per questo anno accademico i benefici previsti per lo svolgimento delle attività”.

Per queste, la Regione Marche concede infatti contributi a titolo di concorso nelle spese. Per l’anno accademico 2020/2021, tenendo conto delle difficoltà organizzative incontrate dalle Università per la terza età nei periodi di chiusura e delle restrizioni dovute alla pandemia sono stati previsti, come agevolazioni, nuovi valori unitari di contributo.

Relativamente all’anno accademico 2021/2022, il perdurare della situazione di emergenza epidemiologica da Covid19 ha determinato il riproporsi delle medesime difficoltà emerse nel precedente anno accademico, con particolare riferimento alla drastica riduzione degli iscritti che determina una riduzione significativa delle entrate delle associazioni.

“Di qui – interviene a questo proposito anche la consigliera Chiara Biondi, membro della prima Commissione consiliare che si occupa della materia – la loro richiesta alla Giunta a considerare la permanenza delle criticità che emergono dall’applicazione dei criteri previsti per la concessione dei contributi, criticità amplificate in rapporto all’attuale periodo di emergenza sanitaria”.

“Si ritiene pertanto – dichiara l’assessore Latini – di poter accogliere le proposte presentate dalle Università per la terza età. La prima modifica stabilisce una quota base di finanziamento uguale per tutti i beneficiari pari a € 500 anziché € 250 e l’importo per ciascuna attività (corso/laboratorio) in presenza o tramite piattaforma web pari a € 150 anziché € 60, fino ad un massimo concedibile di € 10.000”.

“La seconda modifica – conclude Latini – stabilisce invece che l’erogazione del contributo regionale non sia subordinato alla differenza tra le entrate e le uscite ma venga erogato sulla base della rendicontazione delle spese sostenute dalle Università della terza età, previa positiva istruttoria delle stesse finalizzata a verificarne i requisiti di ammissibilità”.

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