Quali sono i giochi di carte più amati nelle Marche?

Ci sono regioni in Italia che conservano ancora intatto il patrimonio culturale, sociale ed artistico che le contraddistinguono dal resto delle regioni. Un esempio su tutti è rappresentato dalla nostra regione, composta di città d’arte e borghi storici incastonati in un mare di colline coltivate, che si affacciano su vallate che vanno dal mare all’Appennino, dove sono conservati capolavori di Piero della Francesca e Lorenzo Lotto, Rubens e Tiziano, teatri e strade romane, botteghe di ceramica.

Una regione dove la cultura è a monte della catena del valore perché, essendo millenaria, è stata interiorizzata nel modus operandi, nello stile di vita, nei prodotti finali del tessuto economico regionale.

Le Marche infatti sono una regione millenaria e nel contempo di grande modernità e innovazione; una regione “open to change” ma nel contempo legata ai propri valori e tradizioni  da cui continua a trarre nuove ispirazioni; una regione dove la qualità della vita e dell’ambiente la rendono la terra in Italia dove si vive più a lungo; una regione dove la connessione storica tra cultura e civiltà del fare, arte e ingegno, creatività e artigianato, hanno fatto del Made in Marche un sistema riconoscibile a livello mondiale.

In questa regione sono tante le tradizioni che ancora oggi vengono portate avanti. Tra le tradizioni più radicate c’è la passione per i giochi di carte. Tra questi c’è, ad esempio, la Bestia a 5 Carte. Si tratta di un gioco diffuso, con alcune varianti, nelle provincie marchigiane e con regole prese in prestito dal tresette, dalla briscola, dal bridge e dal poker.

Per giocare sono necessari 4 o 5 giocatori ed un mazzo da 40 carte. Una partita è compresa in una smazzata (ricomposizione, mescolamento, taglio e distribuzione del mazzo di carte) ed è caratterizzata da 3 fasi: distribuzione delle carte, dichiarazione o licitazione dei bussanti che potranno cambiare la propria mano con la nuova distribuzione e con il “gioco della carta”. Per ogni tornata si costituisce un piatto in denaro che vincerà chi avrà effettuato tre prese o due in caso di tre partecipanti. Nel caso di mancanza del vincitore il piatto rimarrà in palio e verrà arricchito nella mano successiva.

Nel gioco bisogna sempre rispondere al seme giocato o, in mancanza dello stesso è obbligatorio giocare la briscola. Se il giocatore ha una carta più alta di quelle giocate è obbligato a tirarla. Una volta vinto il piatto il giocatore è comunque costretto a giocare la sua carta migliore. Se un partecipante non riesce a prendere nemmeno una volta deve versare l’intero contenuto del montepremi al vincitore.

Grande entusiasmo, poi, se si parla del gioco della Petrangola che prevede un numero elevato di giocatori e l’utilizzo di uno o più mazzi di carte piacentine. La petrangola si svolge in più mani e lo scopo principale è quello di non perderne più di tre, pena l’eliminazione. La partita si conclude con una sfida a due giocatori. Scopo di ogni tornata del gioco è ottenere il punteggio massimo, cambiando ad ogni turno da 1 a 3 carte proprie con quelle del monte.

Prima dell’inizio della partita i partecipanti devono acquistare “tre segnali” creando il piatto che spetterà al vincitore. Il banco fornisce 3 carte ad ogni giocatore e mette 3 carte scoperte a centro tavola, il monte. Ogni giocatore, a partire dalla destra del mazziere, potrà cambiare una o più carte con quelle al centro per migliorare il proprio punteggio. Il gioco continua finché uno dei partecipanti, soddisfatto del suo punteggio, decide di “bussare” e non cambiare le sue carte.

Ed il trucco? Si tratta di un gioco originario del Sudamerica ha grande diffusione in Italia ed in particolare, con alcune varianti, nelle Marche. A ogni giocatore sono distribuite tre carte. La versione classica del gioco prevede 4 giocatori che formano due squadre, con la partita che si conclude non appena una delle due ottiene 30 punti. In caso di parità vince chi ottiene più punti nell’ultima mano. Il gioco si basa su un complesso sistema di bluff e offerte che lo rendono emozionante e molto divertente. Il nome stesso della disciplina deriva dall’emozionante progredire della partita.

Chiudiamo con i giochi in cui si utilizzano le carte francesi. Pensiamo ad esempio alla scala quaranta o al poker. Il primo è un classico che viene giocato tutto l’anno ma in particolar modo nei periodi di festa. Il secondo, il poker, è salito alla ribalta soprattutto negli ultimi anni grazie alle trasmissioni televisive ed alle sue regole che sono tante ma di facile comprensione.

E voi a quali di questi giochi siete particolarmente legati? Meglio quelli legati alla nostra terra o più esterofili?

 

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