Marotta, crisi epilettica al ristorante: la titolare la rimprovera

Pranza al ristorante con il marito e all’improvviso ha una crisi epilettica, che si risolve in pochi minuti, ma la ristoratrice la rimprovera per ”aver spaventato la clientela”. Questo caso di discriminazione, avvenuto domenica scorsa a Marotta (Pesaro Urbino), è segnalato dalla Federazione Italiana Epilessie (Fie). La donna, 47 anni, ha avuto una crisi epilettica generalizzata, ”che si è risolta spontaneamente nel giro di pochi minuti, mentre era in un ristorante sul lungomare” fa sapere la Fie.
Al marito, che era andato alla cassa per pagare le pizze che non avevano fatto in tempo a consumare, ”la ristoratrice ha detto che persone come loro sarebbe meglio se ordinassero e mangiassero la pizza a casa e lo ha rimproverato di aver spaventato la clientela”. Secondo la coppia in realtà non si era creato nessun allarme, anzi, un paio di persone si erano avvicinate offrendo aiuto, come riporta l’Ansa.

Sui quotidiani locali c’è la versione della proprietaria del locale.

Si legge su Il Resto del Carlino: «Sono molto amareggiata. Non capisco proprio come sia venuta fuori una simile ricostruzione dei fatti, che sta generando un sacco di cattiverie nei nostri confronti (tanti i messaggi di condanna sui social, ndr). Prima di andare avanti, lasciatemi dire – sottolinea Mirella P. – che ho una sorella che soffre di epilessia». Dopodiché aggiunge: «Non era domenica, ma la sera precedente, del sabato. La sala era piena e a un certo punto sono venuti verso di me due ragazzi urlandomi di chiamare il 118 perché una donna che era seduta vicino a loro si sentiva male. Ho preso il cellulare per allertare l’ambulanza e sono corsa nella parte della sala in cui si trovava la signora, che era sdraiata a terra priva di conoscenza. Il marito mi ha detto di non telefonare, perché era una crisi di epilessia e sarebbe passata. Intanto, ad assistere la signora sono arrivati anche due medici che erano a cena nel ristorante. A distanza di una ventina di minuti la donna si è ripresa completamente e a quel punto il marito ha detto che se ne sarebbero andati. Poiché avevano consumato già i primi, ma avevano lasciato a metà le pizze, mi sono offerta di incartarle per fargliele portare a casa, ma l’uomo ha risposto che non c’era bisogno; poi ha pagato il conto e se ne sono andati. Fine».
«Tutto il resto non so come sia nato, ma non è vero. E, credetemi, mi dispiace tantissimo – conclude la ristoratrice – perché macchia l’immagine del nostro locale, ma prima ancora perché, per esperienze personali, sono molto vicina a chi ha problemi di salute di questo tipo. Non vorrei neanche dirlo, ma visto il can can che si è prodotto sono pronta ad adire le vie legali per difendere me stessa e il ristorante da simili falsità».

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