Carrara intossicata

Cava di Carrara, Noi Giovani: “Territorio dimenticato e intossicato. L’amministrazione dovrebbe difendere la salute dei cittadini”.

“Il mare dalle colline dista circa 8km poi si arriva al confine, a Carrara, un territorio dimenticato, scaricato, intossicato senza premura e alcun riguardo – spiega Domenica Alfano di Noi Giovani -. Una località sempre più insediata che in questi anni, insieme ai quartieri limitrofi, stava innalzando il proprio numero di residenti popolando l’entroterra fanese. I rumours della zona sono tanti sulle questioni ambientali, le persone parlano molto ma dalle loro discussioni spesso trapela un velo do disperazione e rassegnazione che ormai li ha spinti a rimaner seduti, placando la protesta.

Non bastavano 14mila tonnellate di rifiuti tossici sepolti proprio in concomitanza di un parco e di una Scuola Elementare nei lontani anni ’90. Nel 2010 i NOE accertarono la presenza nei pressi di un piccolissimo laghetto artificiale, ormai somigliante ad una palude settica,  di una dispersione nell’aria di benzene, clorurati e idrocarburi che generavano rischi inaccettabili alla popolazione, provocati dalla rottura di una vasca interrata contenente appunto idrocarburi e che causavano lo spargimento di materiale tossico.

Io abito a Carrara ormai da più di 10 anni e ricordo ancora quando da bambino giocavo in quel parco adiacente alla cava, abbeverandomi insieme ad altri, con l’acqua delle vecchie fontane, proveniente dai pozzi inquinati. Chi dovrebbe preoccuparsi di più però è chi con quell’acqua deve coltivare i propri campi, infatti un alto numero di persone sofferenti di disturbi alla tiroide nella zona non dovrebbe lasciar tranquilli, per non parlare dei problemi e decessi degli animali che si sono abbeverati dopo il 2010 in questa pozza tossica.

L’amministrazione dovrebbe difendere il proprio territorio. Siamo consapevoli del fatto che in un periodo come questo, con una forte crisi, le casse comunali non possano permettersi di reperire fondi per la bonifica, ma noi di NOI GIOVANI una speranza ce l’abbiamo, quella di intercettare fondi Comunitari per il raggiungimento degli obiettivi ambientali dell’Europa 2020. La speranza sola però non basta, serve la competenza per poter agire, cosa che quest’amministrazione non ha di certo mostrato.

Ci chiediamo dunque a chi toccherà il difficile compito di intervenire, visto che non si è arrivati ancora ad una soluzione plausibile. Siamo dell’idea che sia inutile dare false speranze con interventi tampone. Bisogna portare la questione su tavoli importanti, catalizzando l’attenzione anche in aule Comunitarie poiché l’unica via percorribile oggi è quella di alzare la voce per far valere il proprio diritto alla vita, facendoci sentire, pretendendo di essere ascoltati”.

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