Fano, Movimento 5 stelle: “Sulla sanità ennesima occasione persa”
“All’incontro organizzato ieri dalla Giunta Regionale in vista del nuovo piano socio-sanitario, il Sindaco Seri è apparso confuso. Era abituato a ricette preconfezionate calate dall’alto e fatte digerire a forza ai territori, come è avvenuto per troppi anni. La fase di ascolto lo ha disorientato, inducendolo addirittura a criticare il fatto che ad Ancona non avessero già deciso, nel buio dei palazzi, le sorti della sanità nella nostra provincia.
In realtà Acquaroli, Saltamartini e Baldelli qualcosa in dote l’hanno portato, e non sono certo quisquilie. Parliamo del superamento degli ospedali unici, cioè la rivoluzione copernicana nel dibattito pubblico sul tema. Ci saremmo aspettati che Seri ne approfittasse per avanzare richieste ferme e precise a tutela e rafforzamento del Santa Croce, ora che finalmente c’è la possibilità. Invece abbiamo assistito a dichiarazioni piuttosto fumose, vagamente ispirate alle infelici uscite del PD, che hanno accuratamente evitato il cuore della questione. Per esempio, si sarebbe potuta spendere una parola chiara sui 50 posti letto di ortopedia destinati alla nostra provincia ma congelati da anni nell’attesa della famigerata clinica privata di Chiaruccia. Perché non chiedere di attivarli subito, almeno in parte, al Santa Croce che è stato privato dello storico reparto di ortopedia? Invece su questo aspetto il silenzio è stato tombale.
Abbiamo apprezzato le aperture della Regione sull’hospice pediatrico a Fano, obiettivo politicamente trasversale che perseguiamo da anni in consiglio comunale e regionale, così come condividiamo la proposta rilanciata da Seri di far coincidere, a livello territoriale, i distretti sanitari con gli ambiti sociali.
Per il resto, il Sindaco ha preferito riproporre lo spauracchio del declino del Santa Croce, quando i bene informati sanno benissimo che l’ospedale di Fano avrebbe chiuso, al contrario, se si fosse proseguiti sulla strada dell’ospedale unico di Muraglia, come voluto da Ceriscioli con la passiva complicità di Seri. Non c’è bisogno di avere la ferrea memoria degli atti per affermarlo, che pure aiuterebbe. Basta sfogliare le dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da Ricci e Ceriscioli, o ascoltare le parole pronunciate ieri da Mangialardi, per avere la conferma che il disegno era proprio quello di accorpare tre presìdi (Fano, Pesaro e Muraglia) in uno solo (Muraglia), che avrebbe compreso tutti i posti letto attualmente presenti a Marche Nord.
Insomma, il nostro timore è che tra una sindrome rancorosa del beneficato e la subalternità al PD provinciale, ancora una volta la nostra città perderà l’occasione di far pesare sul piatto della bilancia il proprio ruolo di terza città delle Marche”, scrivono Tommaso Mazzanti, Francesco Panaroni e Giovanni Fontana.
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