Elezioni Fano, Seri risponde a richiesta dimissioni di Delvecchio: “Pesaro non deciderà nulla, l’ospedale a Muraglia non si farà”.
“Con la guida della coalizione Fare Città non sarà Pesaro a decidere il destino della sanità del nostro territorio”. A dichiarlo è il candidato sindaco della coalizione di centro sinistra Fare Città Massimo Seri, che risponde alle richieste di dimissioni del candidato del centro destra Davide Delvecchio.
“Se fino ad ora è stato così è colpa proprio di un’amministrazione debole che non ha saputo dialogare con altri enti – continua Seri -. Il mio ruolo e quello dei miei colleghi in Provincia è proprio quello di difendere gli interessi di Fano e dei suoi cittadini, cosa che abbiamo sempre fatto a differenza di una giunta di centro destra debole e frammentata che non è riuscita a portare avanti gli interessi dei propri cittadini. Una giunta colpevole di non aver saputo dialogare con la Regione e di aver fatto perdere a Fano il suo ruolo di terza città delle Marche dal punto di vista decisionale e politico.
Torno a sottolineare che l’ipotesi della realizzazione di un ospedale unico non è nemmeno contemplata vista l’inesistenza delle risorse necessarie e che il ritorno della discussione su tale argomento è dovuto solamente al dibattito elettorale pesarese che poco ha a che fare con Fano. A scanso di ogni equivoco ribadisco comunque il mio deciso NO a questa ipotesi, l’ospedale unico a Muraglia non si farà ed il nostro impegno sarà rivolto a tutelare e rafforzare quei servizi dell’ospedale S. Croce che per le debolezze di questa amministrazione rischiano di essere messe in discussione.
Questo appunto perché, a differenza di ciò che accade nel centrodestra, la mia coalizione è forte e libera. Forte perché legittimata dalla grande partecipazione alle primarie dei cittadini fanesi. Libera perché le decisioni verranno prese tenendo in considerazione unicamente l’interesse di Fano e dei suoi cittadini. Nel nostro programma c’è una convinta battaglia in difesa del Santa Croce che continuo a ribadire e a sostenere. Siamo forti abbastanza da decidere in modo libero il futuro di Fano”.