Seri: “Soddisfazione per la variante di Chiaruccia, primo passo verso la costruzione della clinica convenzionata”

“Non posso che esprimere soddisfazione – sottolinea il sindaco di Fano Massimo Seri – per la variante di Chiaruccia, primo passo verso la costruzione della clinica convenzionata. Chi continua ad opporsi attraverso strumentalizzazioni politiche probabilmente non ha capito di cosa si sta parlando o non vuole capirlo.

Il punto, come detto e ridetto più volte, non è se fare o meno la clinica ma se farla o meno a Fano. Pertanto, la non approvazione della variante avrebbe significato la costruzione della struttura a Pesaro o altrove e questa sì che allora sarebbe stata una sconfitta per la nostra città che invece ora cresce dal punto di vista dell’offerta sanitaria sia qualitativa che quantitativa.

Chi continua a dire “no” per alimentare un presunto consenso elettorale non vuole bene alla città ma vuole solo impoverirla. I cittadini sono maturi, sanno distinguere, sanno giudicare. Clinica privata a Fano significa anche sviluppo economico e occupazionale.

La Regione Marche, per effetto dei limiti di finanza pubblica relativi alla spesa di personale in ambito sanitario imposti dalla normativa statale, non può attivare molti posti previsti nella programmazione presso gli ospedali pubblici. La Regione ha pertanto scelto la Provincia di Pesaro Urbino come territorio per realizzare una struttura che completi l’offerta sanitaria da finanziarsi con i risparmi dei costi sostenuti per la mobilità passiva verso le strutture dell’Emilia Romagna a cui i nostri concittadini si rivolgono con piena soddisfazione.

Strutture private che erogano non a pagamento ottime prestazioni sanitarie sono presenti nelle altre provincie ma non nella nostra. Avremmo dovuto far realizzare tale struttura in altri comuni della provincia o avremmo dovuto lavorare per collocarla a Fano? Nelle Marche c’è una forte prevalenza di sanità pubblica che deve essere salvaguardata; la collaborazione con il privato ci consente di sbloccare i posti previsti ma che non possono essere attivati. Tutto ciò aumentando complessivamente l’offerta sanitaria per i cittadini di Fano e di tutta la provincia”.

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