“La Regione ha semplificato in modo importante le procedure di indennizzo per gli allevatori marchigiani alle prese coi danni procurati dagli attacchi dei lupi”. Lo evidenzia il consigliere Federico Talè, presentatore, il mese scorso, di un’apposita mozione volta a richiedere un iter più snello e pagamenti veloci. “Dopo l’emanazione della delibera di giunta regionale 1425 del 2014 – spiega l’esponente dem –, ottenere i risarcimenti per i danni causati al patrimonio zootecnico dai lupi e dai cani randagi era diventato estremamente complesso e vincolato all’adozione di misure preventive riguardanti le recinzioni e i cani da guardia molto stringenti ed onerose. Il risultato è che tanti imprenditori agricoli aspettano da anni il rimborso delle perdite subite. C’era dunque la necessità di prevedere rapidamente un nuovo regime di aiuto più semplice ed efficace ed è ciò che ho chiesto attraverso la mozione e che è stato messo nero su bianco in una recente delibera dell’esecutivo. Si tratta della Dgr 1370/2017, che revoca la 1425/2014 e istituisce una procedura molto più snella a cui possono accedere sia gli allevatori che hanno domande di indennizzo non ancora liquidate, sia coloro che subiranno predazioni da qui in avanti”. Talè aggiunge: “Possono usufruirvi i possessori di allevamenti bovini, equini, ovini e caprini e la presenza di recinzioni e cani da guardia come misure di prevenzione è richiesta solo per le ultime due tipologie di animali. L’unica cosa che devono fare gli allevatori, in caso di nuovi episodi, è presentare la richiesta di risarcimento al sindaco entro il giorno successivo all’evento dannoso; sarà poi il comune a trasmettere gli atti al Servizio regionale per le Politiche Agroalimentari. Dal momento della domanda al decreto di liquidazione può passare anche meno di un mese”. “Fornire una risposta puntuale per queste situazioni era doveroso – conclude Talè -. Ciò, per altro, va nella direzione di una maggiore salvaguardia del lupo, che è una specie protetta e merita la più completa tutela. Rimborsare gli imprenditori agricoli in tempi celeri, senza che debbano sottostare ad una montagna di adempimenti, consente di scongiurare situazioni di esasperazione, che nei casi più gravi potrebbero addirittura indurre qualcuno a barbari gesti di bracconaggio, nei confronti dei quali la condanna dev’essere totale. L’obiettivo è ridurre al minimo il conflitto tra la presenza del lupo e l’attività dell’uomo e per questo in Regione stiamo lavorando anche per inserire nelle misure del Psr un contributo del 100% per gli allevatori che realizzeranno particolari sistemi di recinzione”.





