Serie A: la Juve cederà lo scettro dopo otto anni?

Dopo otto anni di assoluto dominio ed otto scudetti consecutivi, la Juventus sta vivendo una stagione abbastanza difficile. I bianconeri sono comunque al primo posto, a quota 57 punti e davanti alla Lazio e all’Inter. Il problema sta nella tenuta delle avversarie che, mai come quest’anno, sembrano tenere testa e volersela giocare fino all’ultima giornata di campionato.

 

Gli otto scudetti di fila

Il passato recente della Juventus è fatto di tanti, tantissimi successi e di qualche delusione. Nella scorsa stagione è stato raggiunto il traguardo degli otto scudetti consecutivo, il dell’era Allegri: arrivato dopo il dominio di Antonio Conte. Per la società più titolata del nostro campionato, si tratta di un record che soltanto al di fuori dei nostri confini perde un po’ di valore.

 

In Europa è il Rosenborg ad avere fatto meglio della vecchia signora. La società norvegese, che nella sua storia ha conquistato per 26 volte il torneo, ha messo in fila la bellezza di tredici titoli consecutivi nel proprio campionato. Dal 1992 al 2004, il club di Trondheim non ha infatti avuto avversari all’altezza: proprio come la Juventus in queste ultime otto stagioni. Nella speciale classifica dei club che sono riusciti a fare un filotto migliore di quello bianconero, dietro al Rosenborg c’è invece la Dinamo Zagabria (11 titoli) e la Dinamo Kiev con nove.

 

Le difficoltà del presente

Nonostante il primo posto, la Juventus di Sarri continua ad avere grosse difficoltà, soprattutto nel gioco. Ma è un qualcosa di fisiologico per l’ex tecnico di Chelsea e Napoli, da sempre alle prese con un febbraio difficoltoso. Delle 12 sconfitte di Maurizio Sarri sulla panchina del Chelsea lo scorso anno, 6 sono arrivate tra gennaio e febbraio, 4 tra il 30 gennaio e il 24 febbraio, cominciate con un 4-0 in casa del Bournemouth, proseguite con lo 0-2 in casa contro il Manchester United valso l’eliminazione in FA Cup ma vissute soprattutto attorno ai due k.o. col Manchester City che ne hanno fatto tremare la panchina. È del 10 febbraio il peggior rovescio stagionale, 6-0 a casa Citizens. È del 24 febbraio la sconfitta ai rigori 4-3 sempre col City in finale di Carabao Cup a Wembley.

 

Col Napoli la corsa scudetto nel 2018 è sfumata più avanti, ma nel cuore di febbraio è arrivata una delle delusioni più importanti della stagione: l’eliminazione in Europa League con il Lipsia, frutto della sconfitta 1-3 al San Paolo, di fronte a cui non è bastato il successo 0-2 al ritorno in Germania. Peggio era andata l’anno prima, con le tre sconfitte su tre fronti in due settimane: 3-1 a Madrid negli ottavi col Real, anticamera dell’eliminazione dalla Champions League sancita al ritorno; 0-2 in casa con l’Atalanta, ultima sconfitta in campionato da lì a fine stagione ma decisiva nel perdere terreno non solo dalla Juve capolista ma anche dalla Roma seconda.

 

La situazione in campionato

Per Sarri non sono più ammessi passi falsi, non si può più sbagliare. Maurizio Sarri lo sa, è nell’occhio del ciclone specie dopo il crollo del Bentegodi che ha accresciuto i dubbi e gli interrogativi. Le prove successive contro Milan e Brescia non hanno aiutato a diradare le nubi, anzi: da salvare in entrambi i casi c’è solo il risultato e poco altro. Il processo di “sarrizzazione” della Juve è più faticoso del previsto e forse mai si compirà nel senso in cui ci si attendeva, come riconosciuto dallo stesso tecnico. Servono altre vie, quindi, altre specificità per far viaggiare la macchina bianconera ad altissima velocità. Ronaldo in stato di grazia è l’assicurazione sulla vita, la crescita di Dybala non può che far sorridere ed essere di buon auspicio, così come il ritorno di Chiellini metterà un lucchetto ad una difesa incredibilmente perforabile come mai negli ultimi anni. Ma l’impatto del capitano servirà in maggior misura per far ritrovare al gruppo lo spirito che ha contraddistinto questo ciclo vincente: solidità mentale, ferocia agonistica, motivazioni a mille.

 

Le difficoltà non sono solo nel presente, ma anche nel futuro. Come leggiamo su https://www.netbet.it/blog/, infatti, il prossimo anno potrebbe portare Messi lontano da Barcellona ed una delle pretendenti per l’argentino è l’Inter. Sarebbe un colpo clamoroso, anche se molto difficile se si pensa allo stipendio netto di uno dei calciatori più forti della storia. La Juventus, però, ci ha insegnato che nulla è impossibile, soprattutto dopo l’operazione che ha portato Cristiano Ronaldo a Torino. Insomma, la società bianconera deve rimettersi in marcia per non perdere terreno, né ora né in futuro.

 

CONDIVIDI:
Contenuto Non visibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Copyright © 2020 - Oltrefano.it Redazione

Licenza Creative Commons

Lascia un Commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.