Ambrosini e il grande Milan europeo

Se parliamo di calcio e della regione delle Marche, uno dei giocatori più di successo in assoluto provenienti da questa luogo è senza dubbio Massimo Ambrosini. Il centrocampista nato a Pesaro nel 1977, dopo essere cresciuto nel vivaio del Cesena, entrò a far parte giovanissimo di una squadra storica come il Milan, dove approdò nell’estate del 1995, praticamente appena compiuta la maggiore età. Dopo due stagioni di apprendistato in rossonero, nelle quali collezionò appena 18 presenze, il biondo e dinamico mediano marchigiano fu mandato a farsi le ossa al Vicenza, una squadra in rampa di lancio nella quale fece esperienza per tornare dopo un solo anno al Milan e diventare un elemento essenziale nella rosa che vinse il campionato 1998-99 dopo una straordinaria rimonta sulla Lazio nel finale di stagione. Il pesarese, che in gioventù aveva giocato anche a basket imparando così a sviluppare un ottimo stacco di testa utilissimo anche nel calcio, avrebbe giocato per oltre quindici anni di fila con il Milan, diventando uno dei grandi uomini spogliatoio di una squadra che visse varie fasi di grande successo.

Oggi che il Milan non può ambire allo Scudetto da inizio stagione ma che secondo le più aggiornate scommesse sportive online è una delle grandi favorite alla vittoria dell’Europa League, in molti ricordano con nostalgia proprio gli anni in cui Ambro, come lo chiamavano i compagni, era componente di un centrocampo formato da fenomeni del calibro di Andrea Pirlo, Gennaro Gattuso, Clarence Seedorf, Manuel Rui Costa e Kakà. Prima con Alberto Zaccheroni e poi sotto la guida di Carlo Ancelotti, il marchigiano fu capace di ritagliarsi uno spazio importante in una squadra di prim’ordine come il Milan, dimostrando di poter fare sia da mediano sia da uomo in più sulle palle inattive in attacco, dove sfruttava la sua grande elevazione e le sue ottime capacità d’inserimento. Tranne in un paio di stagioni,  paradossalmente quelle in cui registrò più presenze, Ambrosini avrebbe sempre segnato, e fu nell’annata 2008-09 che il centrocampista pesarese, ormai un fisso dell’undici titolare rossonero, avrebbe messo a referto il suo record assoluto di reti, ossia otto in totali tra campionato, Champions League e Coppa Italia. In quegli anni si sarebbe anche accollato spesso l’onore di vestire la fascia di capitano, un ruolo molto importante in una squadra come il Milan.

Dal 1997 al 2013, anno in cui sarebbe poi approdato alla Fiorentina per la sua ultima stagione da professionista, Ambro avrebbe vinto praticamente tutto con i rossoneri. Il suo palmarès vanta infatti quattro scudetti, due Champions League, due supercoppe europee, un mondiale per club, una coppa Italia e due supercoppe italiane. Parliamo, dunque, probabilmente del pesarese più noto in assoluto, di un ragazzo venuto dal nulla che da giovane lasciò il basket per il calcio e dimostrò a tutti di aver avuto ragione. Adesso commentatore TV, Ambrosini ricorda ancora spesso bellissimi aneddoti in diretta, anche se forse nella sua carriera resterà sempre il vuoto cosmico con la nazionale italiana, con la quale giocò 35 partite ma senza vincere nulla.

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