Juventus, prove di rilancio: la preseason di Spalletti, il mercato e le ambizioni per la nuova stagione

La Juventus riparte da una stagione che ha lasciato più rimpianti che certezze, ma anche dalla sensazione di avere finalmente una direzione tecnica più definita. Il sesto posto con 69 punti nell’ultimo campionato ha lasciato i bianconeri fuori dalla Champions League e li ha consegnati all’Europa League, un risultato inferiore alle aspettative di un club che considera il ritorno stabile nell’élite europea un obiettivo quasi imprescindibile.

La continuità è affidata soprattutto a Luciano Spalletti, arrivato nell’autunno precedente e confermato con un contratto fino al 2028. Attorno a lui è cambiata anche la struttura societaria: Giovanni Carnevali ha assunto gli incarichi di amministratore delegato e direttore generale, mentre Frederic Massara è diventato Chief Football Officer, lavorando insieme al direttore sportivo Marco Ottolini. È quindi una Juventus che non ha semplicemente cambiato alcuni giocatori, ma ha provato a ridisegnare contemporaneamente guida tecnica e area sportiva.

Una preseason positiva nei numeri e nei segnali

I risultati delle amichevoli raccontano una Juventus già discretamente solida. Il percorso è cominciato con lo 0-0 contro il Basilea, per poi proseguire con il successo per 1-0 sullo Standard Liegi grazie a Miretti e con il 2-0 contro il Nizza, firmato da Douglas Luiz e dal giovane Justin Oboavwoduo.

Il livello degli avversari è poi salito durante il tour internazionale. A Hong Kong è arrivata la vittoria per 1-0 contro il Chelsea, decisa da una giocata di Edon Zhegrova. A Perth la Juventus ha invece perso 2-1 contro l’Inter, subendo le reti di Dimarco e Diouf prima del gol nel finale di Francisco Conceição. La risposta è arrivata immediatamente con il 2-0 sul Palermo: Kenan Yildiz ha aperto le marcature e Arkadiusz Milik ha chiuso la partita.

Il bilancio delle prime sei amichevoli è dunque di quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta, con sette reti segnate e appena due incassate. Numeri che in estate vanno sempre trattati con prudenza, ma che confermano almeno una tendenza: la Juventus di Spalletti sta cercando di essere difficile da disordinare.

Non è casuale che lo stesso allenatore, dopo il test contro il Chelsea, abbia sottolineato soprattutto la capacità della squadra di rimanere compatta e vicina al pallone anche nei momenti di pressione. Dopo il Palermo, invece, Spalletti ha apprezzato velocità, triangolazioni e verticalizzazioni, pur evidenziando la necessità di gestire meglio alcuni possessi e trovare maggiore equilibrio.

La mano di Spalletti comincia a vedersi

Più del modulo, conta l’idea. Nelle ultime uscite la Juventus si è spesso sistemata con una struttura riconducibile al 4-2-3-1, con due centrocampisti davanti alla difesa e tre giocatori offensivi alle spalle della punta. Contro il Palermo, per esempio, Douglas Luiz e McKennie hanno agito in mezzo, mentre Conceição, Alajbegović e Yildiz si muovevano dietro Kolo Muani.

È un sistema che può esaltare una rosa ricca di calciatori capaci di giocare tra le linee. Yildiz resta naturalmente uno dei riferimenti tecnici principali, mentre Zhegrova e Conceição possono dare ampiezza e uno contro uno. L’arrivo di Alajbegović aggiunge un altro elemento di grande qualità e imprevedibilità.

La sorpresa più interessante della preparazione è però Douglas Luiz. Il brasiliano è stato utilizzato con grande continuità e ha risposto con prestazioni convincenti, mostrando qualità nella prima costruzione ma anche maggiore aggressività. Il gol contro il Nizza è arrivato proprio da una riconquista alta, seguita dall’attacco immediato alla porta. Dopo il Palermo, Spalletti ha spiegato di averlo utilizzato molto proprio per conoscerne meglio caratteristiche e possibilità di impiego, sottolineandone la capacità di costruire e trovare imbucate.

Per una Juventus che deve ancora sistemare qualche elemento della rosa, recuperare pienamente un giocatore già sotto contratto come Douglas Luiz avrebbe quasi il valore di un ulteriore acquisto.

Kolo Muani e Alajbegović, i colpi che cambiano l’attacco

In ambito calciomercato, la grande operazione dell’estate è stata il ritorno di Randal Kolo Muani. Stavolta non in prestito: la Juventus ha acquistato definitivamente l’attaccante dal Paris Saint-Germain per 38 milioni di euro, ai quali potranno aggiungersi bonus fino a 12 milioni, facendogli firmare un contratto fino al 2031. Il francese conosce già Torino, avendo segnato 10 reti in 22 presenze durante la sua precedente esperienza juventina.

È un acquisto importante anche dal punto di vista tattico. Kolo Muani non è semplicemente un centravanti d’area: può attaccare la profondità, muoversi lateralmente e dialogare con gli uomini che giocano alle sue spalle. In una squadra con Yildiz, Zhegrova, Conceição e Alajbegović, la sua mobilità può diventare un moltiplicatore delle qualità offensive.

Proprio Kerim Alajbegović rappresenta invece l’investimento sul futuro. Il talento bosniaco, acquistato dal Bayer Leverkusen per 30 milioni più oneri e bonus, arriva dopo un’annata da 13 gol in 44 partite con il Salisburgo. È ancora giovanissimo, ma nelle prime apparizioni bianconere ha già mostrato personalità e capacità di creare superiorità nell’ultimo terzo di campo.

Completano il quadro dei nuovi innesti Zeki Çelik, arrivato dopo l’esperienza alla Roma e legato alla Juventus fino al 2029, e Jeff Ekhator, giovane attaccante acquistato dal Genoa. Ekhator ha però dovuto interrompere momentaneamente la preparazione per un problema muscolare accusato nella prima amichevole contro il Basilea.

Va inoltre considerato il riscatto di Jeremie Boga dal Nizza, dopo i quattro gol realizzati nelle 17 presenze della seconda parte della scorsa stagione.

Le uscite e una rosa ancora in trasformazione

La Juventus ha lavorato anche per alleggerire e razionalizzare l’organico. Lois Openda, dopo essere stato riscattato, è stato ceduto in prestito al Lione per la nuova stagione. João Mario si è trasferito temporaneamente alla Fiorentina, mentre Vasilije Adžić è andato al Sassuolo.

Non tutti i dossier, però, possono considerarsi chiusi. Jonathan David rimane uno dei giocatori attorno ai quali potrebbero ancora svilupparsi movimenti, e la composizione definitiva dell’attacco dipenderà anche dalle eventuali uscite.

È questa la grande differenza tra la Juventus vista nelle amichevoli e quella che Spalletti potrebbe avere realmente a disposizione durante la stagione: diversi equilibri sono ancora modificabili.

Portiere e difesa, gli ultimi tasselli cercati sul mercato

Il reparto sul quale la dirigenza sta concentrando maggiormente l’attenzione è quello dei portieri. La Juventus sta valutando Zion Suzuki e Guglielmo Vicario: per il primo lo scenario è legato anche alle mosse del Paris Saint-Germain e del Parma, mentre per Vicario sono stati avviati contatti per capire la disponibilità del Tottenham ad aprire a un eventuale prestito.

Anche la difesa potrebbe essere ulteriormente rinforzata. Il nome seguito con maggiore continuità è quello di Jhon Lucumí del Bologna. Secondo Sky Sport, l’intesa con il giocatore è stata nuovamente consolidata, mentre resta da trovare l’accordo economico tra i club; nell’operazione potrebbe essere coinvolto anche Juan Cabal.

Sono due operazioni potenzialmente decisive perché riguardano la struttura centrale della squadra. Spalletti vuole costruire da dietro ma pretende anche aggressività quando la Juventus perde il pallone. Un portiere affidabile nella gestione e un centrale rapido, capace di difendere anche lontano dalla propria area, aumenterebbero notevolmente le soluzioni disponibili.

L’obiettivo minimo è tornare in Champions, ma la Juve può guardare più in alto

Il primo traguardo della stagione è evidente: la Juventus deve tornare tra le prime quattro e quindi in Champions League. Dopo il sesto posto dell’ultima Serie A, mancare nuovamente la principale competizione europea rappresenterebbe un passo indietro difficilmente compatibile con il percorso di rilancio societario. La squadra dovrà contemporaneamente affrontare l’Europa League, competizione nella quale per storia e qualità della rosa non potrà limitarsi a recitare un ruolo secondario.

Il calendario offrirà subito indicazioni interessanti. L’esordio in campionato sarà sul campo del Frosinone, seguito dalla sfida interna con il Parma. Già alla terza giornata arriverà Juventus-Milan, mentre nelle settimane successive i bianconeri affronteranno anche Sassuolo e Atalanta.

Parlare apertamente di Scudetto prima della conclusione del mercato sarebbe prematuro. Inter, Napoli, Roma, Milan e la nuova realtà del Como partono da quanto costruito nella stagione precedente, mentre la Juventus deve ancora dimostrare di aver ridotto il divario accumulato. Va però specificato che, secondo alcuni bookmaker, anche i bianconeri sono tra le favorite nelle quote scudetto.

Esistono dunque motivi per considerarla una squadra potenzialmente molto più competitiva rispetto a dodici mesi prima. Spalletti dispone finalmente di un’intera preparazione estiva, Yildiz continua il proprio percorso verso una dimensione da leader, Kolo Muani garantisce profondità e mobilità offensiva e Alajbegović può rappresentare una delle grandi sorprese del campionato.

La preseason ha suggerito soprattutto una cosa: questa Juventus sembra avere un’identità più riconoscibile. Il mercato dovrà completarla. Se arriveranno gli ultimi rinforzi nei reparti ancora scoperti e se Spalletti riuscirà a trasformare le tante alternative offensive in un sistema equilibrato, il ritorno in Champions potrà diventare il punto di partenza, non necessariamente il traguardo massimo.

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