Marchegiani e Mancini, dalle Marche al mondo

Uno è nato a Jesi, in provincia, nel novembre del 1964. L’altro è nato ad Ancona, il capoluogo, quindici mesi più tardi.

Roberto Mancini e Luca Marchegiani sono i due calciatori marchigiani che hanno vestito negli anni ’90 la maglia della nazionale italiana, la squadra nella quale ogni appassionato di questo sport che diventa giocatore professionistico vorrebbe essere convocato. Prima dell’arrivo alla ribalta di Massimo Ambrosini, pesarese classe 1977 e in azzurro durante gli anni 2000, sia l’attuale tecnico della nazionale azzurra, detentore del record di vittorie consecutive, sia l’attuale commentatore di partite di calcio in un’emittente privata sono stati i principali rappresentati della regione del centro Italia con la maglia più prestigiosa del calcio tricolore. 

Mancini, dal canto suo, è stato uno dei trequartisti più talentuosi degli ultimi quarant’anni, e la sua bravura non è mai passata in secondo piano anche a livello di nazionale, nonostante il nativo di Jesi non abbia giocato solamente neanche un mondiale. La sua indole ribelle e la grande concorrenza, in particolar modo quella di un certo Roberto Baggio, lo hanno tenuto lontano da quella tanto ambita maglia numero 10 azzurra. La sua rivincita, tuttavia, è arrivata non solo a livello di club, visti i titoli italiani vinti con la maglia numero 10 della Sampdoria e della Lazio, due club non abituati a vincere, ma specialmente una volta presa la guida della nazionale azzurra come commissario tecnico. Dopo un’eccellente cavalcata nelle qualificazioni all’europeo che si giocherà la prossima estate, la squadra allenata dal Mancio sembra aver trovato la quadra giusta per puntare a un ruolo da protagonista nella prossima manifestazione continentale. Del resto, se diamo un’occhiata alle quote delle principali scommesse sul calcio disponibili online vediamo come l’Italia risulta tra le outsider più indicate a sorprendere nell’europeo in programma tra qualche mese in tutto il continente europeo. Da giocatore Mancini aveva partecipato solamente all’edizione del torneo continentale del 1988, quando l’Italia era stata battuta dall’Unione Sovietica in una semifinale senza storia. La rivalsa potrebbe dunque arrivare l’estate prossima direttamente dalla panchina.

Per quanto riguarda Marchegiani, invece, sono state solamente nove le presenze totali dell’ex portiere con addosso il tricolore, e una su tutte fu piuttosto inaspettata. Parliamo di uno storico match contro la Norvegia ai mondiali del 1994, quando l’estremo difensore allora in forza alla Lazio era stato costretto a subentrare a Roberto Baggio dopo l’espulsione del portiere titolare Gianluca Pagliuca. In quell’occasione, nel mitico stadio degli Yankees a New York, Marchegiani entrò con il piglio giusto e si rivelò un affidabile guardiano della porta italiana, ripetendosi poi nel match successivo contro il Messico, quando nonostante il goal subito su rigore si rese protagonista di una prestazione solida e convincente, contribuendo alla qualificazione al turno successivo di un’Italia che sarebbe poi arrivata in finale, perdendo solamente ai calci di rigore contro un grandissimo Brasile. 

Entrambi poi compagni di squadra alla Lazio alla fine degli anni ’90 sia Mancini sia Marchegiani furono fondamentali nella vittoria del secondo Scudetto di sempre della società romana, la quale si impose nel campionato di Serie A 1999-2000 dopo una splendida rimonta sulla Juventus, per un trionfo storico firmato da due marchigiani DOC.

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