Fuga di medici da Ast PU, Minardi (Pd):”Saltamartini minimizza. A rischio le prestazione erogate”

“Ritengo grave che l’assessore Saltamartini liquidi le continue notizie riguardanti l’emorragia di medici dall’Ast 1 di Pesaro e Urbino come suggestioni giornalistiche. Noi siamo abituati a stare tra le persone e anche a parlare con il personale sanitario, e ciò che riscontriamo, purtroppo, è che l’impoverimento di figure e competenze subito in questi quattro anni dalla sanità pesarese è tutt’altro che una fantasia della stampa, bensì una realtà concreta e tangibile riscontrabile facilmente da ogni cittadino. Basti dire che di recente abbiamo registrato la fuoriuscita di sei anestesisti del reparto Chirurgia di Pesaro, rimpiazzati con un solo medico e con tre specializzandi, a cui potrebbe aggiungersi a breve l’addio di altri primari come il direttore del dipartimento di Chirurgia dell’Ast 1, del responsabile della Struttura semplice dipartimentale di Cardiologia di Fano e della direttrice dell’Unità complessa del Pronto soccorso Urbino. Le parole dell’assessore che peraltro non ha smentito le notizie uscite sulla stampa, non fanno che confermare i nostri timori: le strutture ospedaliere dell’Ast 1 stanno subendo una fuga di medici che mette a rischio l’erogazione delle prestazione sanitarie, negando così il diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Renato Claudio Minardi, a margine della seduta del consiglio regionale che ha discusso la sua interrogazione sulla fuga dei medici dalle strutture dell’Ast 1.

“Il tentativo di Saltamartini – continua Minardi – di minimizzare questo enorme problema, traduce l’imbarazzo provato dalla giunta regionale che, pur non ammettendolo, ha ormai compreso il caos prodotto dalle sue scelte, prima fra tutte la riorganizzazione del sistema sanitario che ha portato alla cancellazione dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord e dell’Asur Marche, sostituite da cinque nuove aziende sanitarie territoriali, le quali peraltro, a due anni dalla loro nascita, continuano a restare in un limbo operativo per la mancata approvazione degli atti aziendali che non dà loro né i criteri né le risorse per programmare i servizi. Non è un caso che nei 24 mesi trascorsi dall’approvazione della legge n. 19 del 2021 siano stati solo teatro di polemiche e feroci lotte di potere per la guida dell’Ast 1 con l’avvicendarsi addirittura di ben quattro direttori sanitari”.

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