“Negli ultimi giorni il dibattito sulla sicurezza e sulla devianza giovanile a Fano si è intensificato, con richieste di maggiore controllo, dopo gli episodi di violenza al Lido. È positivo che l’amministrazione comunale riconosca l’importanza del confronto con Prefettura e forze dell’ordine e anche coi cittadini. Nell’interesse della comunità, confido che la “filiera istituzionale” possa aumentare gli organici delle forze dell’ordine per garantire maggior controllo.
Tuttavia, quando questi incontri venivano organizzati dalla precedente amministrazione, chi dell’attuale maggioranza era all’opposizione li definiva insufficienti e inefficaci, accusando la vecchia giunta di non fare abbastanza per garantire la sicurezza e criticando le strutture di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati.
Quando si erano attivati tavoli operativi, sportelli psico-pedagogici nelle scuole e il servizio di animazione territoriale per intercettare i giovani a rischio, l’attuale maggioranza dipingeva Fano come una città fuori controllo, alimentando paure e sminuendo ogni azione di prevenzione e inclusione. Ora si trova ad affrontare gli stessi problemi con strumenti di cui dovrebbe riconoscerne il valore e la continuità.
Un’opportunità concreta lasciata all’attuale giunta è la strategia territoriale per lo sviluppo sostenibile e integrato delle aree urbane, costruita insieme al comune di Pesaro e approvata dalla Regione. Grazie al Fondo Sociale Europeo, sono stati stanziati 240.000 euro per potenziare il servizio educativo di animazione territoriale e sviluppare attività e iniziative con tavoli di comunità che coinvolgano famiglie, scuole, servizi sociali e sanitari, associazioni e imprese. Il punto è capire come e quando questi fondi verranno concretamente utilizzati per rafforzare strumenti già avviati, nell’ambito della progettualità “Torno entro le 6” dell’Ambito Sociale. Tra questi:
-
Il recupero e la valorizzazione di spazi giovanili come quelli alla Rocca Malatestiana o il centro musicale attrezzato con ACLI, Don Orione e Bobina Network e anche la ristrutturazione del centro civico di Gimarra.
-
Il lavoro educativo sul territorio con operatori dell’animazione sociale attivi nei luoghi di incontro spontanei.
-
Un piano integrato di prevenzione che coinvolga scuole, servizi sociali e sanitari e associazioni per sviluppare strumenti di ascolto e opportunità di socializzazione.
La precedente amministrazione aveva avviato anche la ristrutturazione dell’ex casa del custode del parco urbano, ora riproposta con la partecipazione al bando ANCI per le politiche giovanili. Spero davvero che si ottenga il finanziamento per rendere operativo questo spazio.
Il modello da seguire è l’esperienza di Sant’Orso, ricordato anche da Don Steven Carboni. Anni fa, scontri e episodi di vandalismo durante la festa di Halloween avevano creato allarme. Abbiamo scelto di non limitarci alla repressione, ma di coinvolgere scuole, associazioni e famiglie in un evento aggregativo e inclusivo, trasformando la piazza in un luogo di incontro per centinaia di giovani. Quella brutta storia è diventata una bella storia. E’ il metodo giusto: non cavalcare le paure, ma costruire soluzioni con un approccio strutturale e partecipativo.
Chi amministra una città deve ascoltare, comprendere i problemi e proporre soluzioni concrete. Governare significa assumersi la responsabilità di costruire il futuro, non cercare alibi nel passato. Vale anche per Fano: meno propaganda e più fatti, meno parole e più impegno per dare ai giovani spazi, opportunità. La sicurezza si garantisce con la prevenzione e l’inclusione, coinvolgendo tutti gli attori della comunità. Per migliorare la condizione giovanile occorre agire con continuità e visione, senza disperdere quanto già fatto e senza alimentare inutili allarmismi”, afferma Dimitri Tinti, consigliere comunale PD Fano






