Minardi: “Regione intervenga per evitare che Frontone rimanga senza uno sportello bancario”
“Occorre che la Regione Marche intervenga per arrestare la progressiva desertificazione bancaria che si sta verificando nelle aree interne della Provincia di Pesaro Urbino. Il caso di Frontone, solo l’ultimo in ordine di tempo, testimonia come senza una visione di governo del territorio le nostre comunità, specialmente quelle montane e collinari, rischiano di diventare prede delle logiche speculative dei grandi gruppi bancari che non tengono in nessuna considerazione i diritti e i bisogni di cittadini e imprese. E purtroppo questa visione di governo è totalmente mancata alla giunta Acquaroli, che dopo aver fatto proprio del rilancio delle aree interne il suo cavallo di battaglia, non solo non ha risolto i problemi già esistenti, ma ne ha creati addirittura di nuovi. Spesso, come dimostra questa vicenda, rendendosi complice con la propria indifferenza”.
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Renato Claudio Minardi, che sulla questione ha presentato un’interpellanza al presidente Francesco Acquaroli per sollecitare interventi volti a evitare che Frontone rimanga senza uno sportello bancario e, più in generale, a tutelare i piccoli comuni delle aree interne al fine di garantire servizi bancari adeguati ai cittadini e alle imprese.
Infatti, un recente Report della Federazione Autonoma Bancari Italiani sulla desertificazione riporta che un terzo dei Comuni delle Marche sono rimasti senza filiali bancarie.
“Quello che il centrodestra non comprende – aggiunge Minardi – è che gli sportelli bancari rappresentano servizi di prossimità essenziali e giocano un ruolo fondamentale per le imprese ed anche nel contenere lo spopolamento nelle aree interne. Di conseguenza, la scelta di mantenere o meno la loro presenza su un determinato territorio non può solamente inseguire la logica del profitto. Tanto più se, come nel caso specifico, parliamo di un banca che, dimenticandosi del sostegno istituzionale ricevuto, volta le spalle a un’intera comunità”.
“Questa insana emorragia di sportelli bancari – continua il consigliere dem – che nelle Marche crea disagi a oltre 102 mila persone e 7.600 imprese sta diventando una vera e propria emergenza sociale, poiché colpisce le PMI e le fasce più deboli della popolazione. Basti pensare a quegli anziani residenti nelle aree interne senza mezzi di trasporto autonomo e senza competenze digitali. Negli ultimi dodici mesi sono 8 i comuni che sono stati abbandonati da sportelli bancari”.
“Purtroppo – conclude Minardi – la risposta che la maggioranza sta predisponendo è tardiva e soprattutto inadeguata. Il testo unificato per la costituzione di un comitato sulla desertificazione bancaria, peraltro privo delle risorse necessarie a renderlo operativo, rischia di essere una inutile “legge-bandiera”. Un’ulteriore dimostrazione di come né il presidente Acquaroli né la sua giunta abbiano preso seriamente la problematica. Non è un caso, del resto, che oggi le Marche, insieme a Molise e Abruzzo, siano tra le tre regioni italiane che hanno perso il maggior numero di sportelli bancari”.
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