Sanità territoriale, Tinti (PD): “Chiedere ciò che spetta a Fano non è propaganda, ma responsabilità”

“In Consiglio comunale la maggioranza ha respinto l’ordine del giorno presentato dai gruppi di Partito Democratico, In Comune con Mascarin e Fano Cresce, che chiedeva il potenziamento della sanità territoriale e l’istituzione di una Casa di Comunità a Fano. Una proposta chiara e collaborativa, che non pretendeva privilegi per il nostro territorio ma la correzione di evidenti disparità.

Per giustificare il voto contrario, la maggioranza si è rifugiata in due argomenti deboli: ha definito l’ordine del giorno “pleonastico” perché c’è l’impegno, non formalizzato, del Direttore dell’AST Carelli a prevedere una Casa di Comunità a Fano e poi anche “inutile” perché, essendo la sanità di competenza regionale, un atto del Consiglio comunale non avrebbe alcun peso.

Ma è stato lo stesso Sindaco Serfilippi, in Consiglio, ad ammettere che Fano è stata esclusa dal piano sulle Case di Comunità per “un abbaglio”, sia nella programmazione regionale finanziata con il PNRR (Missione 6 Salute), sia nell’integrazione con fondi regionali adottata con delibera di Giunta del 13 gennaio 2025 e tuttora non rettificata. E ha aggiunto che “non c’è urgenza, perché oggi mancano le risorse per queste ulteriori strutture”!

Parole che smentiscono di fatto ogni rassicurazione: l’annuncio del Direttore dell’AST, se e quando verrà recepito nella delibera, rischia di restare solo sulla carta, utile solo a coprire il vuoto fino alle elezioni regionali, ma non a dare risposte concrete alla città.

Inoltre, secondo la maggioranza, il Consiglio comunale può occuparsi di sanità solo per applaudire la Regione, non per chiedere impegni o correggere una disparità. Come se un atto unitario, utile a rafforzare la voce di un territorio, fosse solo un fastidio da evitare per “non disturbare il manovratore”.

Poi quando mancano le argomentazioni si ricorre al solito pretesto: rinfacciare al PD la proposta dell’ospedale unico. Una polemica stanca, fuorviante e pure maldestra dopo 5 anni di governo regionale del centrodestra. Quel progetto prevedeva un nuovo ospedale di secondo livello, in un’ottica di integrazione e non di competizione con gli altri presidi (tutti ancora aperti), per prestazioni di media-alta complessità, attrarre eccellenze, ridurre la mobilità passiva e migliorare il sistema sanitario provinciale.

Con l’odg respinto si chiedeva anche di invertire il progressivo indebolimento dei servizi territoriali: salute mentale, neuropsichiatria infantile, dipendenze patologiche, consultori, cura tutelari per le persone con disabilità. Ed è grave il silenzio di sindaco e maggioranza sulle evidenti carenze di questi servizi territoriali, fondamentali per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Silenzio anche sul continuo rinvio dell’impegno, assunto dalla Regione ormai 3 anni fa, di far coincidere distretti sanitari e ambiti sociali, usato però come pretesto per bloccare il progetto di rafforzamento dell’Ambito Sociale, approvato da tutti i 9 comuni, con l’Azienda pubblica di servizi alla persona.

Altro che “filiera istituzionale”: quella esibita da Comune e Regione è una catena che vincola Fano a non alzare la voce, anche su quello che le è dovuto. Il Consiglio comunale dovrebbe rappresentare i bisogni della propria comunità e chiedere ciò che spetta a Fano non è propaganda, ma un atto di responsabilità verso i cittadini. Una sanità di prossimità più accessibile ed efficace, non è uno slogan, ma un diritto”, scrive  Dimitri Tinti, Consigliere comunale PD Fano.

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