Il Caffè Centrale non è solo un locale storico del centro di Fano al 104 di Corso Matteotti, il luogo dove dal 1910 intellettuali e artisti trascorrevano con i cittadini momenti di condivisione sociale, ma anche un punto di riferimento per la città.
Parte da qui l’idea di rinnovare il marchio del locale, lasciando inalterato il logo originario, puntando nel frattempo a concentrarsi sulle tre attività principali, ovvero la caffetteria, gli aperitivi e il dopo cena, ed esaltando con il color oro l’importanza della parola “centrale”.
I fratelli Alessandro e Alberto Papolini hanno dato il via alla nuova gestione lo scorso 26 ottobre, dopo differenti esperienze professionali.
Alberto ha sempre lavorato nel settore, fin da adolescente, gestendo anche un suo bar, fino a che non ha deciso di intraprendere questa nuova strada con Alessandro, che invece proviene da un’esperienza lavorativa di gestione e organizzazione di gruppi di lavoro e controllo qualità in un’industria del settore arredo edilizio e marmo stone.
“Le caratteristiche che secondo noi deve avere un locale – spiegano i fratelli Papolini – sono innanzitutto l’accoglienza da parte di chi ci lavora, la cortesia, far sentire il cliente subito a suo agio e mai a disagio: questa è la carta vincente del Centrale che, pur essendo un locale esclusivo, sa comunque accogliere tutti nella stessa maniera.
Nel nostro staff abbiamo diversi barman, le ragazze sono specializzate nella caffetteria avendo seguito diversi corsi di specializzazione e il fine settimana collaboriamo anche con una sommelier.
In questo primo periodo ci siamo concentrati maggiormente sul momento dell’aperitivo e del dopo cena con l’inserimento di nuove bollicine, vini bianchi e rossi di ottima qualità, accompagnati da bruschetteria e da un’accurata selezione di salumi e formaggi del nostro territorio e finger food sempre diversi.
L’obiettivo è quello di inserire sempre più eventi di diverso tipo all’interno e all’esterno del nostro locale per dare ancora più visibilità e importanza al Caffè Centrale”.





