Monte Catria, iniziati i lavori per la tartufaia in alta quota

Sono iniziati sul Catria i lavori per realizzare la tartufaia sperimentale in alta quota. Il progetto vede collaborare Regione, Azienda dei servizi agroalimentari delle Marche e l’Azienda speciale del Catria. Il terreno, circa un ettaro, è nel comune di Frontone, a poco meno di 800 metri di altezza. Sarà coltivato il Tuber aestivum var.uncinatum, conosciuto come tartufo uncinato o scorzone d’autunno. Obiettivo migliorare e valorizzare la tartuficoltura. Una iniziativa che rientra in un progetto più vasto, come spiega l’assessore regionale all’agricoltura Mirco Carloni: «Nonostante le problematiche legate alla situazione pandemica, lavoriamo per realizzare il primo degli innovativi impianti per la produzione di tartufo ad alta quota. Il tartufo incarna alla perfezione il nostro modo di essere marchigiani, una antica sapienza legata alla terra, con lo sguardo rivolto a un futuro fatto di sostenibilità, qualità e innovazione». Il tartufo per Carloni rappresenta la sintesi di obiettivi di programma del governo regionale: «Valorizzazione delle eccellenze, semplificazione burocratica e innovazione. La tartuficoltura può rappresentare un caso emblematico dell’applicazione concreta di queste finalità. Se il tartufo è eccellenza territoriale per antonomasia nella regione, sia per la pregiatissima qualità del prodotto che per costituire un’economia significativa delle comunità che insistono nelle aree di produzione, per aumentare le potenzialità di sviluppo del settore occorre snellire la normativa vigente incentivando gli approfondimenti di carattere tecnico e scientifico». Sul posto il presidente dell’Azienda del Catria Mirco Ravaioli: «Sono iniziati i lavori di preparazione del suolo. Si è provveduto alla squadratura del sito e preparazione delle buche, quindi verrà recintata l’area per evitare che gli animali selvatici rovinino la coltura e poi passeremo alla piantumazione. I lavori per l’avvio della tartufaia avverranno entro aprile. Dovrà essere seguita periodicamente, per cui verrà impiegato un bracciante agricolo. Un progetto innovativo, non per ultimo per l’inserimento di piante di faggio micorizzate. Ringrazio la Regione, il Comune di Frontone e Assam che hanno avviato la ricerca di siti per i test preliminari, e l’Università degli uomini originari di Frontone, proprietari del terreno, che ha concesso l’uso del suolo. L’opera sta prendendo forma, ne siamo orgogliosi. Speriamo di poter raccogliere i primi frutti tra 5-6 anni».

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