Cosa succede al corpo con la stanchezza cronica

Dopo una giornata pesante, un allenamento o una lunga passeggiata è normale sentirsi stanchi, fa parte del ritmo quotidiano, o meglio, ci racconta come il corpo assorbe gli urti della fatica. La questione si complica quando il senso di spossatezza diventa una costante quotidiana e si trascina per più di una o due settimane, a volte mesi, in questo caso non si tratta più di recuperare sonno o di stress fisico.

Quando il corpo e la mente entrano in una condizione di fatica cronica, significa che gli equilibri interni sono alterati e che coinvolgono diversi elementi dell’organismo. Per interrompere il circolo vizioso che mina alle condizioni ottimali della salute, è importante comprendere cosa accade e intervenire di conseguenza.

Restare senza benzina: nutrizione corretta ed energia

Il cibo resta il carburante principale del corpo e con il suo apporto alimentare regola tutti i nutrienti necessari per dare energia all’organismo. La stanchezza cronica può dipendere in prima analisi da un’alimentazione sbagliata o dalla carenza di nutrienti, come sali minerali e magnesio, fattori che indeboliscono il metabolismo e non lo fanno funzionare bene.

In questo caso, bisogna evitare di mangiare in maniera sregolata, saltare pasti ed eliminare tutti gli alimenti nocivi per la salute, preferendo pasti sani. La risposta migliore è quella che ci forniscono nutrizionisti e dietologi, perché ogni piano alimentare è strettamente personalizzato, così come l’apporto di integratori naturali privi di additivi aggiunti, deve essere bilanciato al piano nutrizionale.

La regolazione degli ormoni e il ruolo del cortisolo

Provare un senso di spossatezza cronico non è soltanto una questione alimentare o soggettiva, ma può diventare anche un caso specifico dovuto alla regolazione degli ormoni, perché quando lo stress è costante, le ghiandole surrenali aumentano la produzione di cortisolo, l’ormone che ci mantiene vigili e attivi.

Questo significa che in periodi prolungati la produzione eccessiva di cortisolo inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno, di conseguenza abbiamo un riposo più fragile e meno soddisfacente che aumenta la sensazione di stanchezza.

Questo è il principio di un circolo vizioso che è bene tenere a bada ed eliminare tempestivamente, perché più aumenta la produzione di cortisolo, meno dormiamo bene e più siamo stanchi.

Recupero, riposo e routine: le parole chiave da seguire

Torniamo indietro alle basi per evitare la sensazione di stanchezza cronica, perché oltre all’attenzione alimentare e alla giusta regolazione di cortisolo e melatonina, per uscire dal tunnel della spossatezza fisica e mentale, è fondamentale seguire con costanza il ritmo di recupero, riposo e routine.

Dormire dalle 7 alla 9 ore per notte in maniera costante e sempre negli stessi orari, rinforza la routine dell’organismo con la quale si rigenera e recupera le energie. Questo è il primo step da seguire per evitare di scombussolare il ritmo circadiano.

Riposo e recupero sono strettamente connessi e valgono le stesse regole sia per il sonno che per chi svolge attività fisica. In questo caso, che si tratti di professionismo o sport amatoriale, è fondamentale concedere al corpo il giusto recupero, per consentire ai muscoli di autoripararsi. Essere seguiti da un personal trainer e integrare tutti i nutrienti con prodotti naturali, è sicuramente la scelta più appropriata.

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