Ospedale di Pergola, Protezione civile Catria Cesano: “Situazione critica, servono risposte concrete e urgenti”

«Basta trincerarsi dietro i lavori di ristrutturazione e la pandemia, occorre intervenire tempestivamente altrimenti ci sarà poco da riaprire». Parole del gruppo di volontari della Protezione civile Catria Cesano che torna ad evidenziare le forti criticità dell’ospedale di Pergola, chiedendo ai vertici della sanità regionale risposte concrete: «Crediamo che il diritto alla salute del cittadino sia una cosa importante, che non debbano esistere strutture ospedaliere inefficienti ma semplicemente ospedali che funzionano e diano servizi basilari e necessari all’utenza. Abbiamo un ospedale che è una struttura che funziona con difficoltà: i reparti di medicina e riabilitazione ridimensionati drasticamente, chirurgia chiusa, servizi ambulatoriali e distrettuali erogati a fatica. Sono mesi che ci appelliamo alla politica e alla dirigenza dell’Area vasta 1 affinché vengano affrontate le problematiche del nostro nosocomio. In questo periodo, pre-elettorale, si parla tanto di entroterra e di sanità, ma le parole non servono più, occorre affrontare e risolvere i problemi. Ci rivolgiamo al direttore Magnoni, chiedendo, con forza e risolutezza, una risposta concreta. Gli utenti della Valcesano sono delusi e stanchi di promesse mai mantenute e hanno il diritto di essere curati e assistiti in modo adeguato». Il gruppo di Protezione civile entra nel dettaglio della situazione: «Il piano ferie attuale prevede un’ulteriore riduzione dei posti letto, l’annunciato spostamento, a mezzo stampa, del distretto che avrebbe permesso quantomeno un aumento degli spazi riservati alla cura, a oggi non si è verificato. Con questa organizzazione non si permette un’attività “normale”, non lavorano i reparti, i servizi e il Ppi. Si obietta anche su alcune scelte tecniche, riguardanti il collocamento di nuove tecnologie, come la Moc donata dalla Bcc di Pergola e Corinaldo. Sarebbe auspicabile un confronto costruttivo tra operatori e tecnici così da trovare insieme una soluzione condivisibile, rivolta al rispetto dell’utenza e miglioramento dell’assistenza. Non vorremmo che l’utilizzo della Moc sia frammentario o insoddisfacente, come accaduto per precedenti donazioni, fra tutti i polisonnigrafi, donati da Aspecc e Bcc, mai utilizzati, sperperando così risorse che potevano essere utilizzate diversamente. Le rassicurazioni che ci sono giunte, a mezzo stampa, sulla carenza del personale, sono rimaste solo sulla carta, non è mai arrivato il secondo medico per la radiologia e neanche quello per il laboratorio analisi. La mancanza di personale all’interno dell’Area Vasta 1 non può ricadere solo sul nostro ospedale, in quanto l’organizzazione è dipartimentale. Chiediamo un forte intervento del direttore Asur per restituire un minimo di dignità e una soddisfacente risposta sanitaria».

Puntuale la replica dell’Area vasta 1 all’intervento del gruppo di volontari della Protezione civile Catria Cesano per evidenziare le forti criticità dell’ospedale di Pergola: «La struttura è interessata da importanti lavori di riqualificazione che hanno condizionato e ne condizioneranno l’operatività fino alla fine degli stessi. Per contenere disagi e limitare la riduzione degli spazi sono stati chiesti nuovi locali dove ubicare le funzioni distrettuali. Il Comune ha offerto in comodato d’uso gratuito gli spazi dell’ex Prefettura, in viale Martiri della Libertà, per i quali è stato inviato in Asur il contratto per la firma da parte del direttore generale. I locali necessitano di interventi di manutenzione che potrebbero iniziare a fine mese se le verifiche daranno esito positivo. Il trasferimento darà la possibilità di recuperare degli spazi anche per la Medicina e Riabilitazione. Per la Moc sono già stati individuati locali e lavori di adeguamento degli impianti e schermatura delle pareti da effettuare preliminarmente all’istallazione. Si prevede che possa essere operativa entro ottobre». L’Area vasta 1 fa chiarezza anche su altri reparti e servizi: «La riattivazione dell’attività chirurgica è legata al completamento dei lavori del blocco operatorio, tuttora in corso, in quanto gli stessi hanno subito sospensioni legate al riadeguamento del progetto esecutivo al nuovo manuale di accreditamento, uscito a fine 2019, e poi all’emergenza Covid. Il personale dirigente del laboratorio analisi è stato assente a seguito di un’aspettativa per incarico ad altro ente, e risulta già rientrato, nel medesimo periodo il servizio è stato coperto dal personale dell’Uoc patologia clinica. Per individuare ulteriori figure è stato indetto un bando per biologi, i cui termini sono stati riaperti, e si prevede di completare la selezione non prima della fine dell’anno. Essendo stata esaurita la graduatoria Asur per radiologi, si ha in programma un nuovo avviso pubblico».

La risposta dell’Area vasta 1 alla Protezione civile Catria Cesano, intervenuta per evidenziare le forti criticità dell’ospedale di Pergola, non convince affatto il gruppo di volontari: «Siamo consapevoli che gli interlocutori diretti alla difesa della sanità siano altri. Ma vogliamo informare la popolazione sul continuo depauperamento della struttura ed essere di stimolo per la risoluzione di qualche problema. Sarebbe stato auspicabile qualche atto di buona volontà per dare un minimo di risposta sanitaria all’utenza. Alcune scelte, di per se già molto discutibili, come lo spostamento della chirurgia ambulatoriale a Fossombrone, o quella che riguarda il distretto, si parla del trasloco in locali fuori dall’ospedale, oltre a peggiorare assistenza e fruizione, incidono negativamente anche sull’organizzazione e gestione del personale. Scelte che danneggiano l’utenza e frammentano l’assistenza: il vero problema dell’Area vasta 1 è la grave carenza di personale. Per mascherare la criticità si è ridotto ben oltre il minimo l’attività delle unità operative e si sono attivati 7 posti letto contumaciali “dedicati al Covid-19”. Sarebbe interessante conoscere il loro tasso di utilizzo, anche per capire le esigenze del territorio, considerando che l’ospedale è privo di pronto soccorso e del servizio anestesiologico». Altri passaggi della risposta non convincono: «Si cita il problema della ristrutturazione della sala operatoria e del nuovo manuale di accreditamento che ha impattato negativamente sulla esecuzione dei lavori. Forse sarebbe opportuno tacere perché nella sala operatoria l’attività cessa i primi di marzo 2019, il nuovo manuale di accreditamento viene approvato dalla Regione il 31 dicembre, i lavori di ristrutturazione iniziano a febbraio 2020. Con questo percorso si è cancellata l’attività chirurgica. Si fa menzione di una professionista in aspettativa ora rientrata in servizio. La dirigente, da anni in servizio all’ospedale, ora, non per sua richiesta, rientrando al lavoro si trova assegnata allo stesso servizio ma ad Urbino. Con stupore apprendiamo che la soluzione al problema del laboratorio è ancora lontana. Questo conferma il trend di continua spoliazione della struttura. La dirigente va in aspettativa il primo novembre, l’incarico viene ricoperto in modo frammentario da un secondo professionista fino a marzo; dopo si sopperisce alla carenza spostando i campioni biologici a Urbino. Per la Moc i nostri inviti alla collaborazione per trovare la giusta collocazione sono caduti nel vuoto. La scelta fatta sia del tutto inadeguata anche per la privacy dei pazienti. Si creano problemi anche quando l’ente privato, la Bcc con associazioni contribuiscono con donazioni al rinnovo delle tecnologie. Non ci interessa chi dirige l’Area vasta, ma vorremmo risposte concrete, o forse dovremmo come Pergolesi e cittadini della Valcesano pensare che siamo al primo step della privatizzazione. Perché la prassi oramai collaudata è ridurre l’attività, poi la riconversione delle funzioni, infine l’affidamento della struttura al privato accreditato».

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