Stipendi e pensioni più basse, scivola ancora giù la provincia di Pesaro Urbino

Reddito disponibile delle famiglie più alto ma retribuzioni più basse; sofferenze bancarie a livelli preoccupanti ma sfratti nella media. Donne in evidente svantaggio rispetti ai colleghi uomini nella retribuzione dei lavoratori dipendenti.

La fotografia su reddito, diseguaglianze e difficoltà economica in provincia di Pesaro e Urbino, elaborate dal Centro Studi della CNA delle Marche, ci regala un quadro in bianco e nero.

 

Per Moreno Bordoni, segretario della CNA di Pesaro e Urbino “si tratta di numeri importanti che indicano lo stato di sofferenza di una provincia che ha perso più terreno delle altre in questi ultimi anni. Una crisi partita da lontano e molto prima della pandemia con settori in grande sofferenza: nella manifattura (principalmente il tessile-abbigliamento; ma anche il mobile-arredamento e in parte la meccanica specie sul mercato interno). Difficoltà anche nelle costruzioni che solo ora, alla luce dei vari provvedimenti di incentivi rivedono la luce”.  Ma vediamo i dati. Il reddito disponibile delle famiglie pro-capite, con un valore provinciale di 19.516 euro, risulta più elevato del 5,3% rispetto alla media del Paese (18.525 euro) e del 4,1% rispetto al valore registrato nelle Marche (18.743 euro).

 

La retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti è inferiore al valore nazionale del 9%, seppure superiore del 3% rispetto al dato regionale.

Anche l’importo medio annuo delle pensioni erogate in provincia registra valori bassi, inferiori sia alla media nazionale (-11,9%) che regionale (-4,2%) e la percentuale di pensioni di basso importo (25,5%) è superiore sia al dato nazionale (24,9%) che a quello regionale (23,2%).

 

L’analisi delle differenze di genere nella retribuzione media dei lavoratori dipendenti evidenzia lo svantaggio delle donne che risulta accentuato a livello locale: il divario è infatti superiore sia rispetto al livello medio nazionale che a quello regionale.

Il numero di provvedimenti di sfratto emessi per mille famiglie è inferiore alla media nazionale e a quella regionale, mentre il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancari è in linea con la media regionale e più elevato rispetto al livello nazionale (+23%).

 

Per Bordoni “si tratta di dati interessanti che si prestano ad una lettura che non va mai disgiunta dal quadro economico generale. La pandemia e le restrizioni hanno accentuato, come detto, una crisi strutturale che si è innescata da anni. Ma questo territorio, penalizzato storicamente anche dall’assenza di grandi infrastrutture e da molte distrazioni a livello di istituzioni regionali, merita di più e ha tutte le potenzialità per una ripresa. Servono sicurezza, investimenti, fiducia e progetti. Non bisogna assolutamente disperdere le risorse che arriveranno grazie al Recovery fund e fare in modo che questa provincia viva da protagonista la stagione degli investimenti e della ripresa. CNA vigilerà attentamente perché si scommetta di nuovo sulla provincia di Pesaro e Urbino”.

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