Da Serra all’endurance trail più duro al mondo, l’impresa di Daniele alla Tor Des Geants

Un sogno che si realizza, una grande impresa portata a termine. Daniele Madonnini, 42enne di Serra Sant’Abbondio, ha partecipato in Valle d’Aosta alla Tor Des Geants, l’endurance trail più duro al mondo. Una gara estrema, di 356 chilometri con dislivello positivo di circa 27390 metri. Quasi 1000 gli iscritti, provenienti da ben 72 Paesi. L’atleta dell’Asd CorriPergola si è comportato benissimo, chiudendo in 305esima posizione con il tempo di 135:59 ore.

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Ad attenderlo all’arrivo la compagna Michela con il figlio Ettore. Enorme la soddisfazione: «Il Tor è sofferenza, prima ti logora fisicamente e poi inizia a farlo mentalmente. Per me più che una gara, è stata una esperienza con me stesso, perchè ti insegna a conoscerti ancora di più, ti rende forte strada facendo, per poter realizzare quello che prima era solo un sogno. Grazie alla mia famiglia che ha dovuto sostenermi oltre che in quei giorni anche durante l’anno, al mio team e in modo particolare al mio compagno di avventure e allenamento Luca Balducci, ai miei amici, a chi mi ha tifato da casa, ad Andrea, a Eddy e Silvia, amici che mi hanno aiutato tanto, e ai miei fratelli. Per fare il Tor ci vogliono le gambe, ma per finirlo serve il cuore, la testa».

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Artigiano di professione, Daniele sin da piccolo ha la passione per gli sport estremi: «Nella vita faccio il piastrellista e con questo lavoro non è tanto semplice allenarsi e recuperare bene, ma i sogni non hanno limiti e fin da piccolo ho avuto una attrazione fortissima per gli sport di endurance. Come penso la maggior parte dei bambini ho praticato il calcio, ma non mi trovavo bene perché volevo che i miei successi e insuccessi dipendessero solo da me. Ho scoperto la mountain bike e cercato gare che mi portassero sempre vicino ai miei limiti. Ho partecipato all’Iron bike, tra le più dure di mtb e ad altre un po’ in tutta Italia. Poi mi sono avvicinato all’ultra trail runnig; uno sport semplice e puro senza mezzi meccanici e altro, si è soli con le proprie forze. Il Tor per me è stata la prima gara estrema, pur avendo partecipato ad altre sui 90 e 100 chilometri e ora voglio prepararmi per altri appuntamenti». Il calendario ‘estremo’ di Daniele è ricco: «Vorrei fare il Tor de glacier o la Marathon des sables. Per gennaio e febbraio sto preparando la Grande corsa bianca o l’Ipertrail, gara senza segnaletica e quasi in totale autosufficienza». Tanta passione e voglia di contagiare altre persone: «Vorrei coinvolgere ogni tipo di persona a fare queste gare un po’ estreme e far conoscere questo meraviglioso sport, nel quale natura e forza di volontà sono gli unici ingredienti per vivere queste fantastiche avventure». Tanti i complimenti, ad iniziare da quelli del sindaco Ludovico Caverni: «Daniele é un figlio dell’Appennino, da queste parti si é abituati a fronteggiare le difficoltà della montagna e i capricci del maltempo. Grazie a nome di tutta la comunità per aver portato il nome di Serra così in alto e dimostrato, che se uno vuole, può ottenere grandi risultati anche se nasce e cresce in un piccolo paesino».

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