“68, rivoluzioni dolci, anticonformismi”, torna Ville e Castella
Torna Ville e Castella, giunto alla XXII edizione. Quest’anno inizierà il 16 di giugno per concludersi il 27 luglio.
 19 appuntamenti itineranti  nella provincia di Pesaro: programma ricco di conferenze, concerti, proiezioni, spettacoli teatrali e tanto altro.

Se lo scorso anno fu la figura di David Lazzaretti a ispirare il programma, per questa edizione è partito tutto da Thomas Sankara.
Nato in un villaggio ai bordi del Sahara, invece di farsi prete o medico, nel 1968 andò in Madagascar in una accademia militare, e lì cominciò la sua storia e il suo sogno. Due mesi fa, nel nostro trekking sahariano, Paolo ed io ci siamo detti: “Il cinquantenario del ’68 va bene, ma allarghiamolo anche ad altri sognatori e anticonformisti.”
Ecco trovato il tema per il 2018.
Le conferenze. Sulla figura di Thomas Sankara – e del riscatto africano strozzato dall’abbraccio occidentale – ci racconterà Daniele Bellocchio, che quella terra disgraziata conosce bene. Marco Boato il ’68 l’ha fatto davvero, e ce lo narra ricordando la figura di un altro sognatore, Alex Langer. Una terza figura eccentrica, che ha vissuto in maniera contrastata la sua visione, è quella di Ettore Majorana: Roberta Rio e Francesco Alessandrini hanno scoperto su di lui qualcosa di sconcertante. Non neghiamolo: il ’68 nell’immaginario è soprattutto la musica rock. Ne parleremo partendo da Jimi Hendrix, con Enzo Gentile e Roberto Crema. Anche le arti figurative e la libera creatività hanno caratterizzato quegli anni. A ciò dedichiamo una tavola rotonda, tra le istallazioni di land art alla Casa degli Artisti
del Furlo. Anna Maria Crispino, da giornalista, rivolge lo sguardo al femminismo italiano che è uscito proprio dai cortei studenteschi.
Edoardo Bressan ha studiato a fondo il mondo cattolico che in quelli anni è stato costretto ad interrogarsi, tra la figura di Don Milani e la pubblicazione, nel luglio 1968, della enciclica “Humanae Vitae”. Ma non è forse il Vangelo la vera rivoluzione radicale degli ultimi duemila anni? A parlarcene sarà uno dei teologi più appassionati e appassionanti: Padre Alberto Maggi. Sempre dal ‘68 deriva quella curiosità verso le tecniche arcaiche dell’estasi e il mondo delle droghe: Tania Re ci relaziona sulle recenti scoperte medico-scientifiche. E rimanendo in campo medico diamo spazio a ipotesi curative frutto di nuovi approcci metodologici, proposti da un gruppo internazionale di medici. Con noi avremo il dott. Franco Canestrari, coautore dello studio. Sankara è stato una delle tante vittime delle politiche globalizzanti che generano le migrazioni del terzo millennio. Vincenzo Passerini in Italia è in prima fila nel confrontarsi con questo fenomeno.
Questa mobilità globale implica la comunicazione, premessa indispensabile per la comprensione, e quindi la compassione. Che ne è dell’Esperanto? Cos’è il multilinguismo? Quali scenari preparano i traduttori digitali? Il linguista Federico Gobbo ne sa molto al proposito. Ma la digitalizzazione della scrittura pare avere anche delle
controindicazioni intellettive, soprattutto nell’età evolutiva, come ci dimostrerà la grafologa Irene Bertoglio. Al di là dei prodigi dell’era digitale permane una dimensione istintuale umana che merita sempre la necessaria attenzione. Olfatto e sessualità sono sfere ancestrali che possono avere delle sorprendenti connessioni. Questo ci faranno
scoprire con una conferenza/laboratorio il profumiere Mauro Malatini e la sessuologa Alessandra Battistelli. Infine l’ultimo rifugio e sollievo, per l’animo moderno disorientato, resta la natura. Andrea Fazi, col suo felice narrare, ci farà guardare agli alberi come non abbiamo mai fatto prima.
Alla forte componente visual del ‘68 tributiamo una copertina dai colori pop, ma anche molte visioni. Oltre ai tanti film/documentari in cartellone (sulle migrazioni umane, Sankara, Ceronetti, gli appennini di Rumiz, le tematiche ecologiste) anche alcuni concerti si avvarranno di proiezioni video: gli Psincopatici con la visione integrale di
Powaqqatsi, i Winstons con le loro psichedelie. Questo ultimo power trio lisergico è in buona compagni con altri 2 terzetti ad alto voltaggio: i Gluten Free (virtuosistico young jazz-prog) e i Savana Funk (funky meticciato con l’etno-rock e una spruzzata di psic). In 3 sono anche i Fase Hobart (energico etno-jazz acustico), i Mezcal (arabic-rock
elettro-acustico) e i Trioness (jazz sedotto dalle sperimentazioni colte del 900). Il giovanissimo Alessio Lowenthal sarà da solo a confrontarsi con un mezzacoda, mentre i Willos’ saranno in 5 sul palco e due in platea, con l’obiettivo di chiudere il festival aprendo le danze. L’alba è affidata ad un duo lunare, gli OoopopoiooO, la cui musica fluttua
come i sogni del risveglio. L’acustica sacra di S.M. delle Stelle ospiterà per due sere un artista-mito per il festival: Stephan Micus e il suo immenso minimalismo etnico.
Al teatro dedichiamo un monologo di Paola Contini sulla santa follia di Filippo Neri, una commovente lettura di Lucia Ferrati sugli alberi tra gli alberi, un reading poetico di Azzurra D’Agostino sui luoghi abbandonati e uno spettacolo tragicomico sui testi di Ceronetti.
Insomma, la nostra consueta curiosità trasversale e anarchica. Ai castelli già frequentati (Barchi, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Saltara) abbiamo aggiunto Piagge e Pozzuolo, uno vitale e dinamico protagonista roveresco, l’altro silenzioso e sperduto sulle alte colline verso la Mattera. Tra le ville private, trovano conferma Casa Armonia,
Borgo la Rovere e Casa degli Artisti, a cui si affiancano – novità assolute – Ca’Lu.Ca. col suo grande parco e Casa Tognini col suo grande panorama. Questa della ville è la parte organizzativa di cui andiamo più fieri: dalla legittima gelosia e riservatezza del privato al piacere della condivisione culturale col pubblico. Grazie.
Al convento di S.Pasquale torniamo sempre volentieri, dal monastero di Montebello e dalla Locanda Girolomoni non ce ne siamo mai andati, del santuario di Monte Martello non riusciamo a fare a meno, come dei prati del Monte Acuto all’alba.
Dopo anni di assenza, riproponiamo gli appuntamenti del Cerquone, all’ombra delle chiome più imponenti della provincia. Questa è l’occasione che attendiamo sempre per obbligare il pubblico a parcheggiare lontano e camminare a piedi tra greppi e fossi, respirando con gli occhi la bellezza della campagna nostrana.

 

 

Tutte le info: http://www.villecastella.it/wp-content/uploads/2018/06/Ville-e-Castella-opuscolo-2018-low.pdf

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