Nuovo disco per il fanese Marco Pacassoni

Domani 24 febbraio esce il nuovo disco del fanese Marco Pacassoni, dedicato al padre Giorgio.

“Sindrome da foglio bianco”? Inizia da un muro viola.

In un’epoca nella quale sono stati codificati più di 200 generi musicali diversi nel tentativo di definire l’indefinibile, l’unica zona franca che ancora resiste è il jazz. Nel dubbio congenito di cosa diamine fosse, gli avevano immediatamente affibbiato un “non-nome” – sono tante le citazioni di illustri musicisti che richiamano all’indefinibilità di questo genere.

Il jazz è il “non genere” per definizione, dove tutto si può incontrare con tutto e dove nell’arco di qualche decennio si va da Louis Armstrong a Ornette Coleman, passando per quel caleidoscopio di generi incarnato nella figura di Miles Davis. Ed è in questo flusso ancora ininterrotto di mescolanze che si muove il Marco Pacassoni Quartet con il suo terzo album, ed è questo l’unico ambito possibile in cui collocare questi dieci pezzi, senza voler tentare forzature ed inventare ulteriori neologismi.

“Violet Wall” è il primo brano dell’album ed il primo ad essere stato composto con carta e penna da Marco Pacassoni, seduto al tavolo della sua sala da pranzo di fronte al suo muro viola. E come in pittura il viola è il controverso ed intrigante risultato dei colori primari blu e rosso, così il “riff” che caratterizza questo brano è il risultato dei due modi primari della musica occidentale: maggiore e minore. Da qui inizia un percorso che attraverso dieci brani originali composti da Marco Pacassoni e Enzo Bocciero, racconta delle molteplici commistioni del linguaggio jazzistico contemporaneo: il blues dell’improvvisazione di “Freedom”, la complessa tessitura ritmico-armonico di “Trantran”, gli scenari visionari di “Peninsula”, le accattivanti e più moderne tendenze dei tempi irregolari di “St.Click” e “Laughing” e la più seria scrittura per quartetto di “Something Changed”.

Sono eccellenti musicisti e ottimi improvvisatori il MPQ ma è giusto precisare che per la metà della durata di questo CD “leggono ciò che è scritto”, che significa un forte legame col passato da cui partire per momenti di pura improvvisazione singola e a volte collettiva. Leitmotiv dell’album è senz’altro la melodia. In ogni pezzo la linea melodica è sempre ben presente e decodificabile, ed il virtuosismo compositivo è stato spostato dalle progressioni armoniche astruse, ancora molto in voga tra gli autori contemporanei, al contrappunto tra gli strumenti ed al ritmo che cambia ed evolve anche all’interno dello stesso brano in modi inaspettati. “Grazie” è un album “tradizionalmente nuovo” che cattura al primo ascolto e che offre diversi livelli di fruizione. Si può anche non capire che “St.Click è in 11/8, che il pezzo scorre lo stesso senza creare traumi.

Ma chi deve ringraziare Marco Pacassoni? Lo si scopre negli ultimi due brani di questo album, “Prelude to One Day” e “One day” (We’ll play it together). Due brani che sono un omaggio ad una persona in particolare, tra le tante che Marco ha incontrato nel suo percorso: suo padre, mancato da poco. Giorgio Pacassoni, chitarrista dilettante, consapevole della serietà richiesta da una vera carriera musicale, è stato il primo a credere in lui oltre ogni ragionevole dubbio e gli è stato accanto fino a che la malattia non se l’è portato prematuramente via, spronandolo a “fare” ed a spingersi oltre i propri confini dandogli la forza per sentirsi una voce unica e distinta in un mondo di confusione. Grazie Giorgio!
MARCO PACASSONI 4ET “GRAZIE”
Marco Pacassoni – vibraphone, marimba and percussions
Enzo Bocciero – piano and keyboards
Lorenzo De Angeli: semi-acoustic bass
Matteo Pantaleoni: drums

Special guests:
Riccardo Bertozzini: classic guitar
Amik Guerra: flugelhorn
Maria Valentina Ricci: spoken part

DISCO PRODOTTO DALL’ETICHETTA DISCOGRAFICA TEDESCA “I-MUSIK NASSWETTER GROUP” DI MICHAEL NASSWETTER e DISTRIBUITO, in tutto il mondo, FISICAMENTE DALLA “PHONONET” e in DIGITALE in tutte le piattaforme (più di 200) come iTunes, Amazon.
REGISTRATO A PESARO AL “LUNIK STUDIO” DI DAVIDE “RED” BATTISTELLI E MASTERIZZATO AL “QUASAR STUDIO” DI MONACO DI BAVIERA DA NIKOLAUS REICHEL

Chi è Marco Pacassoni: diplomato al conservatorio “G. Rossini” di Pesaro con lode e laureato in Professional Music al Berklee College of Music di Boston con lode.

Studia principalmente con Gary Burton, Ed Saindon, Victor Mendoza, Daniele Di Gregorio, Eguie Castrillo, John Ramsey, Steve Wilkes.

Nel 2005 vince il premio di miglior “talento jazz” italiano al concorso Chicco Bettinardi di Piacenza.

Marco collabora con Michel Camilo, Alex Acuna, Horacio “el negro” Hernandez, Steve Smith, John Beck, Amik Guerra, Trent Austin, Italuba, Gerrison Fewell, Chihiro Yamanaka, Partido Latino, Malika Ayane, Raphael Gualazzi, Francesco Cafiso, Massimo Manzi, Marco Volpe, Massimo Moriconi, Filippo Lattanzi, Daniele Di Gregorio, Alessandro Ristori, Paolo Belli, Bungaro, Luca Colombo, Cesare Chiodo e tanti altri…

Docente di strumenti a percussioni presso Liceo Musicale Rinaldini di Ancona e University of Texas San Antonio per i semestri italiani presso l’Università di Urbino.

Marco tiene Masterclass di vibrafono in prestigiosi college americani come Oberlin Conservatory (Ohio), University of Minneapolis (Minnesota), Eastman School of Music (Rochester), Columbus University (Ohio), Cleveland University (Ohio).

Nell’Aprlle 2014 pubblica il manuale di armonia e composizione “Quasi quasi scrivo una canzone…” edito da Rodavia Edizioni.

Marco suona esclusivamente vibrafoni, marimbe ADAMS, piatti SABIAN, BOMAP per bacchette (Silverfox) , pelli (Attack), percussioni (Gon Bops), Rammer Drum

 

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