“Da mesi – spiega la candidata sindaco Lucia Tarsi – assistiamo al dibattito sulla situazione preoccupante del commercio, in relazione soprattutto alla crisi delle attività del centro storico. Di fronte ai racconti di fantasia e alle promesse elettorali di chi avrebbe potuto fare molto in questi anni ma non ha fatto niente, proponiamo una analisi oggettiva della situazione di fatto, visto che i numeri non mentono mai.
In questi anni gli esercenti fanesi hanno subito una diminuzione di fatturato progressiva e costante. L’andamento della crisi strutturale a livello nazionale ha avuto pesanti ripercussioni sulla nostra città, in tutti i settori del commercio; ma l’analisi dei dati del settore specifico della vendita di generi alimentari è sintomatico della gravità della situazione: a fronte di uno scontrino medio per acquirente calcolato nel 2009 intorno ai 17 euro, con punte di 20 euro per i turisti, si è passati nel 2018 ad uno scontrino medio di 13 euro, con una diminuzione anche negli acquisti dei turisti che scendono a 17 euro pro capite.
Nel frattempo, nel nostro Comune le metrature dei punti vendita del settore sono aumentate del 30% circa ma a ciò non ha corrisposto un’equivalente crescita dei posti di lavoro perché, è noto, i grandi centri commerciali hanno un rapporto tra personale e metri quadri molto basso; la conseguenza è che, a fronte dell’ampliamento delle strutture dei grandi centri commerciali, i posti di lavoro per addetti alla vendita è diminuito circa del 40%. E i nuovi centri commerciali, già in costruzione o appena approvati, continueranno a erodere fatturato e posti di lavoro soprattutto alle attività del centro storico.
Di fronte al dilagare dei problemi e all’aggravarsi della crisi, l’amministrazione Seri cosa ha fatto? Un bel niente. Ora sarà necessario, per quanto possibile, salvare il salvabile. Occorre cioè adottare in fretta strategie utili ad affrontare una situazione emergenziale, e per far ciò riteniamo che si dovrà procedere su un doppio binario: in primo luogo occorre rivalutare il centro storico come “centro commerciale naturale” e prevedere un piano di riqualificazione urbanistica del centro; il centro deve tornare ad essere bello e facilmente fruibile, con percorsi pedonali e ciclabili integrati e sicuri tra mare, centro e periferie; il centro deve tornare ad essere curato, pulito, arredato. Il centro deve tornare a vivere e ad essere attrattivo, con una programmazione di eventi di qualità, programmati durante tutto l’anno e distribuiti nei vari angoli del centro.
Ma i commercianti hanno bisogno di risposte immediate; una possibile soluzione alla crisi del comparto per molti negozi, scelta già in altre città, è quella di immettersi nel settore del commercio online; il nostro obiettivo sarà quindi quello di costituire una piattaforma unica a livello cittadino a cui tutti i commercianti di Fano potranno aderire. Non si tratta di un canale sostitutivo ma integrativo di quello al dettaglio, implementato da esperti del settore che si occuperanno di gestione, pubblicizzazione, marketing e spedizione. Questo sistema, avviato in realtà cittadine simili alla nostra, si è attestato come ottima soluzione per aver fornito in breve tempo dei buoni riscontri in termini di fatturato.
Molto si poteva fare, e non è stato fatto. Ora bisogna correre ai ripari, perché una città priva di un centro storico perde la sua linfa vitale ed è destinata ad una agonia certa. Noi non vogliamo una città dormitorio, e Fano non diventerà frazione di Pesaro. Stanchi di soluzioni improvvisate e raffazzonate, con l’attuale economia fortemente segnata dalla totale mancanza di programmaticità dell’attuale amministrazione, noi proponiamo un modello di governo cittadino capace di progettare, di organizzare e di promuovere. Noi vogliamo che Fano torni ad essere una città bella, viva, accogliente e divertente. E da giugno cominciamo a programmare noi”.





