“Patetica e squallida la discussione sulla mozione popolare nel consiglio comunale di martedì sera”. Lo sostengono in una nota Possibile, La Tua Fano, Movimento 5 stelle, Bene Comune, Movimento Radicalsocialista, Riscossa Fanese, PRI.
“La coalizione che sostiene il Sindaco é stata ambigua e si é palesemente arrampicata sugli specchi, a dimostrazione che di unito ha solo il nome, o meglio una lista di simboli ben allineati intorno al Pd provinciale, che garantisce loro di continuare a governare.
Contraddittori tra loro, infatti, gli interventi dei Consiglieri di Maggioranza, da una Sinistra Unita che denuncia la spoliazione del Santa Croce a un capogruppo del Pd che al contrario elenca una serie di servizi di grande qualità, per non parlare del mercato alquanto eterogeneo dei numeri e dei dati, a dimostrazione che pochi conoscono e studiano la materia, mentre molti ripetono la linea di qualche leader di partito.
Il tutto per evitare di dire che tra qualche anno Fano non avrà più un ospedale e l’unico ospedale provinciale sarà a Fosso Sejore o Muraglia, ossia sempre e comunque a Pesaro.
Debole e isolato, come ormai da molto tempo, il Sindaco, altalenante tra l’appello alla pari dignità tra Fano e Pesaro e i suoi disegnini su Chiaruccia; indeciso se smentire gli interventi del Pd, ammettendo che il Santa Croce soffre della mancanza di servizi e soprattutto di una chirurgia d’emergenza, e il diniego della mozione popolare, come imposto sempre dal PD e da Minardi.
Non é stata una sorpresa, però. Sapevamo bene che le 1353 firme di 1353 cittadini, non sarebbero state rispettate in un dibattito serio e costruttivo.
Noi comunque andiamo avanti. Non ci fermiamo. Vigileremo attentamente in tutte le sedi istituzionali, continueremo a dare informazioni corrette e oneste ai cittadini di Fano e soprattutto ci attiveremo perché siano rispettati, garantiti e salvaguardati gli strumenti della partecipazione democratica.
Ci confronteremo con la maggioranza quando tutta la città sarà chiamata a votare al Referendum.
Sia chiaro, però, sin da ora, che non accetteremo che si trovino scappatoie burocratiche per impedirne lo svolgimento e dichiararne l’inammissibilità”.





