“Nel dare la nostra disponibilità alla mozione sul “Riconoscimento del Comune di Fano quale capoluogo congiunto della Provincia di Pesaro e Urbino”, riteniamo utile proporre alcune riflessioni che ci aiutino a sottrarre questo tema da una pericolosa logica revanchista o territoriale — del tipo “prima Fano e i fanesi” — o da una lettura di rivincita politica dopo le ultime elezioni regionali.
Al contrario, crediamo sia fondamentale collocare questa discussione all’interno di un ragionamento più ampio su come rafforzare le alleanze tra i Comuni, nella prospettiva di una crescita equilibrata e condivisa del nostro territorio.
Se realmente vogliamo intraprendere questo percorso, non possiamo partire dalla fine, cioè dal risultato formale, a meno che non si voglia ottenere solo un riconoscimento simbolico, privo di reale utilità per la Città.
La prospettiva del co-capoluogo rappresenta un’occasione importante per valorizzare il peso storico, culturale e amministrativo di Fano. Tuttavia, non deve trasformarsi in una battaglia di campanile, ma diventare un tassello di una visione di sviluppo territoriale condivisa e sostenibile, capace di creare sinergie nella gestione dei servizi pubblici locali, della sanità e dell’amministrazione del territorio.
Il cammino verso Fano co-capoluogo ha senso solo se serve ad avvicinare i servizi ai cittadini, evitando la duplicazione di strutture, funzioni e uffici che aumenterebbero soltanto costi e burocrazia.
Dobbiamo puntare su un modello organizzativo basato sulla distribuzione intelligente delle competenze e sulla specializzazione dei poli territoriali, per rendere più efficiente e moderna la macchina amministrativa.
In questo quadro, Fano può e deve diventare un modello di amministrazione di prossimità, capace di coniugare efficienza e partecipazione, innovazione e identità” scrive il Segretario del Pd Luca Mancini.





