“Crediamo sia giunto il momento – spiega il segretario del comitato per la salute pubblica Daniele Ceccarelli – che i tre consigli comunali di Mondolfo, San Costanzo e Monte Porzio si pronuncino insieme sull’ipotesi di riforma sanitaria regionale ed in particolare sull’ospedale unico.
Già il 29 aprile scorso il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, si era pronunciato in modo molto preciso.
Si al nuovo ospedale a Muraglia, possibilmente, e no all’ospedale unico provinciale, il mantenimento dell’ospedale di Urbino come centrale per l’entroterra assieme a quello di Pergola ed ai presidi ospedalieri di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro.
A questa ipotesi sembra che si sia accodato il sindaco di Pergola, Francesco Baldelli, in una intervista rilasciata il 20 luglio in occasione dell’Assemblea dei Sindaci d’area Vasta 1.
Difatti, dalle dichiarazioni di stampa, il presidente della Giunta regionale nonché assessore alla Salute, Luca Ceriscioli, ha cambiato la sua posizione.
È sempre convinto della necessità di un nuovo ospedale di livello regionale, nella nostra provincia ma è pronto, se le condizioni normative nazionali lo permetteranno, a mantenere l’ospedale di Urbino che assieme a quello di Pergola faranno rete ospedaliera, con i posti letto di medicina e geriatria nei presidi di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro.
Insomma, nonostante le dichiarazioni roboanti ed infuocate degli ultimi tempi, a noi sembra che le posizioni si stiano avvicinando. La politica serve anche a questo.
Mentre il Comune di Fano perde tempo a “sfogliare la margherita”, Chiaruccia si, Chiaruccia no, la situazione dell’ospedale fanese è sempre più precaria e questo stato di incertezza non può prolungarsi più a lungo perché ne soffrono, in primis, gli ammalati e tutto il personale sanitario, medico, infermieristico e tecnico.
Nemmeno i 20.000 residenti e passa dei tre comuni di Mondolfo, San Costanzo e Monte Porzio possono rimanere senza voce come se la “partita” fosse limitata tra Pesaro e Fano.
Pertanto ribadiamo la nostra richiesta di convocare unitamente i tre consigli comunali affinché esprimano una posizione, se non unanime, almeno maggioritaria e facciano chiarezza ai loro cittadini”.





