La stagione calcistica, a livello di club, sta volgendo al termine in attesa degli Europei di quest’estate. Tutti i campionati, però, hanno ancora qualcosa da dire, se non per il vincitore, quantomeno per altre zone cruciali della classifica. Per quest’ultime è bene fare riferimento alle quote disponibili nel palinsesto offerto da Oddschecker Italia, in modo da avere una visione più dettagliata sulle squadre favorite per ogni battaglia. Tra i campionati che ancora hanno da dire molto c’è la Serie D, categoria in cui milita – o sarebbe meglio dire “militava” – la gloriosa Alma Juventus Fano, compagine della cittadina marchigiana del più noto carnevale, che ha concluso la stagione regolare salutando la categoria dei Dilettanti nazionali al termine di una stagione a dir poco tribolata.
L’ultimo atto di una disastrosa annata
L’inutile successo rimediato in casa allo stadio Raffaele Mancini, davanti al proprio pubblico, contro il Real Monterotondo (l’Alma Fano si era già “assicurata” la matematica retrocessione perdendo ad Avezzano una settimana prima) ha rappresentato l’occasione per capitan Gianluca Urbinati e compagni di fare il punto della stagione in sala stampa al termine del match. Dopo le scuse alla città per il poco ammirevole traguardo raggiunto (che rispedisce le aquile nei campionati regionali dopo circa sessanta anni passati in Serie C e in Serie D), i giocatori, quasi in uno sfogo collettivo, hanno voluto puntare il dito sulla disorganizzazione e sul caos che hanno caratterizzato l’annata del Fano.
Ed in effetti la stagione dell’Alma Fano è stata davvero da film horror. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, quello granata deve essere stato nefasto a dir poco. Dopo aver conquistato la finale playoff del proprio girone di Serie D solo qualche mese prima, a fine luglio dello scorso anno la società era stata costretta a fare le valigie anzitempo e lasciare il ritiro di Frontone (cinque giorni prima del previsto). Ben note le motivazioni (di natura economica) che in estate hanno portato i granata a questa drastica decisione, eppure questo episodio è stato soltanto il primo di una serie di disavventure che si sono concluse con la retrocessione in Eccellenza. Con l’inizio del campionato sono arrivate le prime sconfitte, le prime dimissioni, i cambi in panchina, il tutto contornato dall’incertezza di una società che non ha mai dato garanzie dal punto di vista economico e tecnico. Diversi gli imprenditori interessati a risollevare le sorti della compagine granata che si sono fatti avanti nel corso della stagione. Poi, tra fine gennaio e inizio febbraio di quest’anno, il disimpegno di Mario Russo e l’ufficializzazione del passaggio delle quote societarie dall’imprenditore campano a Salvatore Guida. Ma la musica non è cambiata.
L’incognita futuro in casa Alma Fano
Il cambio di proprietà non ha sciolto le incertezze e i dubbi sul futuro dell’Alma Fano. Dopo la sconfitta di Avezzano e la certezza della retrocessione in Eccellenza, il nuovo patron dell’Alma Juventus ha tuonato, confermando il proprio impegno anche per la prossima stagione e promettendo di saldare gli arretrati entro i termini stabiliti dalla normativa. Guida ha anche accennato all’ipotesi del ripescaggio per meriti sportivi in Serie D, affermando di non voler tralasciare alcuna pista. E poi ancora l’attacco all’amministrazione comunale retta da Massimo Seri, rea – a detta di Guida – di essere stata “inesistente” nel corso dell’annata.
Insomma, nubi nere, anzi nerissime, si addensano sul futuro dell’Alma Fano, società che rientra orgogliosamente nella classifica delle prime cento squadre di calcio (segnatamente alla posizione numero 98) per tradizione sportiva in Italia. Nonostante le dichiarazioni di facciata, al momento non sembrano esserci certezze sul domani dei granata. Molto del futuro del Fano calcio passerà nelle prossime settimane quando le parole pronunciate da Guida nel dopo Avezzano troveranno una conferma o una smentita. Per il bene della città e dei tifosi che non hanno mai fatto mancare il proprio appoggio alla squadra durante tutta la stagione, sarà importante che tutti gli attori in campo – proprietà e amministrazione comunale in primis – trovino al più presto una quadra che riesca a garantire un futuro tranquillo per la prima società di calcio di Fano.






