Centro famiglie 6 plurale Fano, Tinti: “Dialogo aperto con le associazioni per la cogestione”

In campagna elettorale siamo abituati a vedere di tutto ma la questione dello stile rimane fondamentale, un aspetto che il candidato di Fratelli d’Italia, Delvecchio, sembra trascurare. Sebbene fosse improbabile attendersi il suo riconoscimento dell’apertura del Centro per le famiglie a Fano, ci si sarebbe aspettati almeno che non ne facesse un uso strumentale.

Il Centro per le famiglie “6 plurale”, inaugurato il 22 marzo a Sant’Orso in uno spazio accessibile e funzionale, rappresenta il primo passo verso la creazione di una rete di centri dell’Ambito Sociale 6. Questo nuovo servizio offre orientamento e supporto alle famiglie, colmando una lacuna da tempo avvertita nel territorio.

Seguendo modelli virtuosi e linee guida nazionali il Centro è stato pensato come estremamente inclusivo, impostazione condivisa negli incontri con le organizzazioni del terzo settore nei tavoli tematici. Da qui il nome “6 Plurale” perché si rivolge a tutte le famiglie, con o senza figli, con persone con disabilità e anziani e si propone di sostenere e accompagnare le persone di fronte ai problemi della vita familiare.

Nell’ultimo confronto, tenutosi il 7 marzo, con i Tavoli tematici Minori e Famiglie, Disabilità e Salute Mentale, sono state illustrate le modalità ritenute più congeniali ad avviare un percorso di co-progettazione per la cogestione del Centro con le attività promosse dalle associazioni. È stato chiarito che le funzioni del Servizio sociale associato, come previsto dalla normativa, sarebbero state attivate immediatamente, includendo informazione, promozione, orientamento e supporto per affidi e vicinanza solidale, oltre a incontri con gruppi di genitori e incontri protetti genitore-minore, tutti servizi già contemplati nel contratto d’appalto con un consorzio di 5 cooperative sociali.

In seguito è stato pubblicato un avviso per identificare gli enti interessati alla co-progettazione, in linea con l’art. 55 del D.lgs.117/2017 (Codice del Terzo Settore) e i principi della L. 241/90, al fine di elaborare congiuntamente un programma di attività per il nuovo servizio. L’avviso pubblico è stato aperto per 30 giorni e Delvecchio, che ha menzionato la scadenza, ha omesso però di precisare, forse perché disattento o mal informato da chi cerca solo la polemica, che sono state proprio alcune organizzazioni del terzo settore locale a richiedere l’istruttoria con l’avviso pubblico per coinvolgere i soggetti disponibili alla co-progettazione, in ossequio al principio dell’amministrazione condivisa.

Delvecchio si autodefinisce “osservatore delle dinamiche sociali”, ma da ex assessore sembra non conoscere come funziona la co-progettazione, che è ancora in fase di definizione e verrà costruita insieme agli enti che hanno mostrato interesse. Con questi prenderà avvio un dialogo per dare vita a uno spazio riconoscibile, accogliente, accessibile e inclusivo, fungendo da collegamento tra le diverse fasi della vita e le generazioni.

Negli ultimi anni, l’ATS 6 ha più volte riconosciuto il contributo significativo del Terzo Settore nell’animazione del tessuto sociale e nella definizione di un sistema integrato di servizi alla persona, nel rispetto del principio di sussidiarietà. I dati sulle coprogettazioni, cresciuti da 26.000 euro nel 2019 a oltre 700.000 euro nel 2023, e le diverse reti progettuali, testimoniano l’approccio di gestione associata e diffusa dei servizi su tutto il territorio.

Infine, va ricordato che c’è stato un accordo, adottato come indirizzo dal Comitato dei Sindaci dell’ATS 6 e dai 9 Consigli comunali nell’autunno 2023, per un percorso di confronto e formazione sull’amministrazione condivisa. Questo percorso, avviato all’inizio del 2024, porterà gradualmente alla stesura di un Patto Territoriale che promuova e regolamenti la co-programmazione, la co-progettazione e il partenariato collaborativo”, conclude Dimitri Tinti.

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