“Premesso che solo grazie alle richieste avanzate con una lettera appello all’amministrazione comunale sottoscritta da tantissimi concittadini (il primo firmatario è l’ex soprintendente ai beni archeologici Dott. Gabriele Baldelli) e anche grazie al dibattito sviluppatosi successivamente sugli organi di informazione, alcune informazioni sul cantiere di Piazza Costa e sui relativi ritrovamenti sono emersi e resi pubblici dall’Amministrazione Comunale.
Considerato che lo studio dei ritrovamenti – inaspettati in fase di progettazione – presso l’area, rappresenta l’irripetibile occasione per la nostra città di verificare la sua storia e di contribuire a creare un chiaro quadro organico di conoscenza per quanto riguarda la fase storica romana e medioevale della nostra città.
Mancando di una ricerca archeologica approfondita, difficilissima in una città viva come la nostra, non trascurare alcun elemento sarà utile, con il passare del tempo, alla ricomposizione della nostra storia più antica.
Considerando inoltre che negli ultimi anni tanti sono stati tanti i ritrovamenti archeologici e nessuno è stato trascurato: ritrovamenti medievali al Pincio, in Via Garibaldi (mura rinascimentali), cantiere di Via Vitruvio (dove l’Amministrazione Comunale ha svolto pienamente la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia), cantiere dell’ex Sant’Arcangelo, Teatro Romano (filanda Bosone), scuola media “A. Gandiglio”.
Anche su Piazza A. Costa, l’amministrazione comunale e la Soprintendenza archeologica (così come avvenuto al Pincio e in Via Vitruvio) hanno proposto la primavera scorsa visite collettive in situ per mostrare alcuni reperti importanti. Con grandissimo interesse.
Il cantiere sta creando disagi ai residenti ma soprattutto agli operatori del mercato, il che impone di fornire informazioni chiare ed ufficiali soprattutto a quei operatori che lavorano in una piazza mercato importante e la cui funzione è consolidata nel tempo.
Ci rendiamo conto della complessità di coniugare interesse storico, tempistiche contrattuali e necessità degli operatori che nella zona hanno le loro attività, ma è chiara anche la necessità di restituire adeguata informazione alla cittadinanza (anche attraverso metodi innovativi come “finestre” sul cantiere), e al Consiglio Comunale.
In particolare, i sottoscritti INTERROGANO il Sindaco e la Giunta per sapere:
1. Se esistono informazioni quanto più dettagliate possibili sui ritrovamenti nelle varie aree di cantiere e se pensa che tali ritrovamenti, ancorché inaspettati, rappresentino una risorsa di conoscenza sulla storia della nostra città.
2. come proseguirà il cantiere e se esiste un cronoprogramma proposto dalla ditta appaltante e validato dall’amministrazione comunale.
3. se non pensa, come proposto recentemente sugli organi di informazione, di dover aprire subito il “terzo settore”, in modo da eseguire un’auspicabile esplorazione unitaria.
4. come si intende contemperare le necessità degli operatori del commercio ambulante con quelle di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico.
5. se si continuerà l’indagine archeologica a livello romano e se si concretizzerà e quando quell’opera di informazione promessa dall’amministrazione comunale a mezzo stampa e in che modo verranno fornite informazioni”, scrivono i consiglieri comunali Cristian Fanesi, Sara Cucchiarini e Dimitri Tinti del gruppo PD, precisando che “l’urgenza di tale interrogazione è rappresentata dalle notizie apparse sui principali giornali locali nelle quali l’assessore Ilari dichiara “Dagli scavi non è emerso nulla di rilevante e quindi si procede con il cantiere, sperando di riuscire a piastrellare prima dell’arrivo delle piogge”.
N.B. Nella foto un rendering della piazza






