“La conferma da parte dell’assessore Saltamartini che, a due anni e mezzo dalla riorganizzazione del sistema sanitario regionale, la Ast 1 resta ancora priva dell’atto aziendale, e quindi di fatto impossibilitata a programmare servizi e risorse, non mi sorprende. Il sistema sanitario è in fibrillazione ed a pagarne le conseguenze sono i cittadini. Del resto è ciò che constatano tutti i cittadini della provincia di Pesaro e Urbino ogni qual volta si rivolgono alle strutture pubbliche per ricevere una prestazione sanitaria, andando incontro a disservizi e lunghi tempi di attesa. Piuttosto lascia senza parole la placida indifferenza dell’assessore, che evidentemente è anche quella del presidente Acquaroli e di tutta la giunta regionale, oltre che degli amministratori locali del centrodestra, per nulla preoccupati da una sanità costretta a navigare a vista. Come se il fatto che sempre più persone siano costrette a rinunciare alla cure o a rivolgersi al privato non rappresenti un loro problema. Purtroppo è questa l’amara realtà che oggi abbiamo di fronte, figlia di una classe dirigente regionale sempre più incapace di andare oltre la politica degli annunci e di raggiungere gli obiettivi da lei stessa prefissati”.
Così il consigliere regionale del Partito Democratico Renato Claudio Minardi, a margine della discussione in aula sui tempi relativi all’approvazione dell’atto aziendale della Ast 1.
“Dove sono finite – afferma Minardi – le promesse di un modello sanitario più vicino ai cittadini, più efficiente, più produttivo e più economico? Quando partiranno i lavori del nuovo ospedale di Pesaro? E quali sono le prospettive del Santa Croce di Fano, classificato come struttura di I livello, ma di cui non si conoscono ancora le specialistiche, l’entità del personale assegnato e il numero di posti letto? Senza l’approvazione dell’atto aziendale è stata consegnata al sistema sanitario la carrozzeria di un’auto senza motore e le promesse sono destinate a rivelarsi una presa in giro ai danni dei cittadini, già costretti a fare i conti con la soppressione dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord.
“Non dico che mi sarei aspettato da Saltamartini un’assunzione di responsabilità – conclude Minardi – ma speravamo che almeno fosse in grado di darci una spiegazione circa questi ingiustificati ritardi. Invece niente, ancora una volta, la giunta regionale ha scelto di chiudersi a riccio e di non far conoscere né all’opposizione né ai cittadini i motivi per cui, dal 2022 a oggi la Giunta Regionale non è ancora riuscita ad attuare la discutibile riforma, favorendo le condizioni per una crescita dei costi e delle inefficienze”.






