Proposta di legge di Talè per la tutela della salute delle persone esposte ed ex esposte all’amianto

Federico Talè ha presentato una proposta di legge per aumentare la tutela sanitaria delle persone esposte o che sono state esposte all’amianto. “Non solo dei lavoratori o ex lavoratori addetti ad operazioni di manipolazione di questo materiale o entrati in contatto con esso in modo diretto – spiega il consigliere regionale -, ma anche dei cittadini che si sono trovati o si trovino in situazioni abitative o familiari con accertata esposizione alle sue pericolose fibre”.

“ Il testo normativo – prosegue Talè – garantisce loro, attraverso un programma ad hoc di sorveglianza sanitaria gratuito, l’assistenza, le prestazioni diagnostiche e quelle specialistiche più avanzate, in modo da consentire un’eventuale scoperta precoce delle patologie asbesto correlate (cioè derivanti dell’amianto) e il loro monitoraggio. Per accedere al programma sarà sufficiente rivolgersi all’azienda sanitaria di appartenenza. La proposta di legge, inoltre, prevede l’istituzione di ‘Sportelli Amianto’ allo scopo di fornire tutte le informazioni ai lavoratori e ai cittadini esposti od ex esposti in relazione ai rischi a cui sono andati incontro, nonché al diritto alla sorveglianza”.

“ Purtroppo – aggiunge il consigliere con deleghe alla sanità e alle politiche sociali -, le patologie legate all’amianto, tra cui il mesotelioma, sono in progressiva crescita dalla fine degli anni ’80 e si stima che questo trend continuerà nei prossimi anni, raggiungendo il picco tra il 2025 e il 2030. Ciò, perché il mesotelioma può manifestarsi anche a distanza di 40-50 anni dalla prima esposizione alle polveri e fibre d’amianto e il periodo di più intenso utilizzo di questo materiale (proibito con legge nel 1992) è stato quello dal ‘60 al 1985. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), in Italia nel 2017 i morti per patologie asbesto correlate sono stati 6mila, 1.800 dei quali per mesotelioma. Per quanto riguarda le Marche, il registro regionale dei mesoteliomi evidenzia che dal 1996 al 31 dicembre 2018 sono stati registrati 675 casi di questa gravissima forma tumorale maligna, 524 nei maschi e 151 nelle femmine, di cui 144 nella provincia di Pesaro e Urbino, 328 in quella di Ancona, 101 in quella di Macerata, 59 in quella di Fermo e 43 in quella di Ascoli Piceno. E se si considera che il mesotelioma rappresenta solo il 30% delle cause di morte dovute all’esposizione all’amianto è evidente che la situazione non va sottovalutata”.

“ Per questo – termina Talè – è necessario che il programma di sorveglianza sanitaria diventi operativo al 100% nel più breve tempo possibile”.

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