“Le patologie legate alla salute mentale, specialmente dopo la drammatica parentesi del Covid, hanno subito una forte impennata e interessano oggi fasce sempre più ampie e trasversali di popolazione, peraltro con una forte incidenza tra i più giovani. Basti dire che nella nostra regione il fenomeno riguarda circa 30 mila le persone. Il problema, già di per sé molto preoccupante per i suoi risvolti medico-sociali, si aggrava costantemente a causa della carenza di personale che rende spesso i servizi inadeguati ad affrontare questa nuova emergenza. È innegabile che tale situazione sia figlia della sottovalutazione con cui il presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini si sono approcciati al tema nel corso degli ultimi quattro anni, lasciando di fatto soli i pazienti e le rispettive famiglie. A dimostrarlo è il recente caso della famiglia con figli con disabilità grave che si è vista tagliare il contributo da 2100 euro a 1650”.
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Renato Claudio Minardi, che ha depositato un’interrogazione alla giunta regionale, sottoscritta da tutto il gruppo dem, per sollecitare l’assunzione di nuovo personale e l’incremento delle risorse destinate alla tutela della salute mentale.
“Purtroppo – spiega Minardi – questi sono i risultati di scelte politiche ben precise. La Regione Marche, infatti, stanzia per la salute mentale appena il 2,1% della spesa sanitaria, cifra decisamente inferiore non solo al 5% previsto dal Piano di Azione Nazionale, ma anche alla percentuale della media nazionale che si attesta intorno al 3,5%. Stesso discorso vale per la carenza di personale medico e infermieristico, la cui diminuzione ormai ben al di sotto del reale fabbisogno, ha comportato un grave depotenziamento dei Dipartimenti di salute mentale”.
“Con l’interrogazione presentata – conclude Minardi – vogliamo conoscere le ragioni per cui la giunta regionale non ha integrato con proprie risorse i fondi per continuare a mantenere il contributo senza ridurlo, ma soprattutto vogliamo capire quale direzione si è intenzionati a intraprendere, considerato anche che dal 2020, soprattutto grazie all’attività consiliare dell’opposizione, sono stati approvati diversi atti di indirizzo volti a potenziare il settore della salute mentale, rimasti però fino a oggi lettera morta”.






